A Casa Diodoros il primo appuntamento di “Storie da Bere” con Gianfranco Lombardo
Prima appuntamento di “Storie da Bere” a Casa Diodoros, nell’ambito del programma di incontri con i produttori vinicoli promosso da AIS – Associazione Italiana Sommelier, delegazione di Agrigento e Caltanissetta. Il format è molto semplice: ospite un produttore che dialoga con un sommelier e racconta la storia della sua cantina.
Ieri è stata la volta di Gianfranco Lombardo di Tenute Lombardo, che ha dialogato con Alessandro Mauro. Dopo il confronto, la degustazione dei vini è stata accompagnata da alcuni prodotti da forno di Casa Diodoros: focacce, pizze e cavatelli al forno.
Lombardo ha spiegato come l’azienda punti sui vitigni autoctoni in un territorio naturalmente vocato alla viticoltura. Una storia identitaria che parte da Catarratto, Grillo, Moscato, ma comprende anche spumanti metodo Charmat e metodo classico, vini bianchi come Moscato e Catarratto, vini rossi blend di Syrah e Nero d’Avola, oltre alle riserve. Un’azienda che lavora molto sulla valorizzazione dei vini da lungo affinamento. In tutto 12 etichette.
Durante la serata, degustazione di Catarratto: un Catarratto di altura 2025, un bianco fresco con grandi caratteristiche di affinamento. Poi le bollicine, lo spumante metodo Charmat “Sua Altezza”, e il “Nero d’Altura” Riserva 2023, un vitigno storico del territorio di Agrigento e Caltanissetta. Un vino di grande qualità che l’azienda esporta nei mercati esteri, soprattutto in Germania, dove è molto apprezzato in una vasta rete di enoteche.
Nel suo intervento, Gianfranco Lombardo ha posto l’attenzione su quello che considera un triangolo produttivo altamente vocato: da Caltanissetta a Gela fino ad Agrigento. “Se vogliamo valorizzare e far crescere la produzione – ha detto – bisognerà puntare su una denominazione DOC Valle dei Templi. È chiaro che con questo marchio i nostri vini assumerebbero un’identità ben precisa e sarebbero percepiti all’estero in maniera diversa”.
È vero che spesso il vino si scontra con un mercato complicato, dove il Nero d’Avola viene talvolta un po’ bistrattato perché considerato un vino commerciale. Lombardo è convinto che oggi non ci sia più spazio per le vie di mezzo e che le produzioni debbano puntare sulla qualità.
Bravo Alessandro Mauro nel condurre il dialogo e nel consentire anche domande dal pubblico.
Annunciato già il prossimo appuntamento: il 24 aprile la sommelier Giusy Mauro dialogherà con Calogero Caruana dell’azienda agricola Caruana, che si trova a Montallegro a pochi passi da Torre Salsa.
A introdurre l’incontro, il presidente regionale di AIS Sicilia Francesco Baldacchino, che ha ricordato come questi appuntamenti servano a creare un contatto diretto con i produttori per conoscere la storia che c’è dietro ogni vino: “Conoscere il lavoro che c’è dietro, quindi non una degustazione fine a se stessa”.
Baldacchino ha ricordato anche le date del prossimo Sicilia in Bolle, l’11, 12 e 13 luglio, con momenti tematici, masterclass, cene di gala e il concorso dedicato alla premiazione. Cena di gala confermata a Casa Diodoros, ai piedi del Tempio della Concordia, luogo che si conferma punto di riferimento e vetrina per produttori locali ed eccellenze del territorio. Gli altri appuntamenti del Sicilia in Bolle 2026 si terranno come sempre al Madison, con vista sulla Scala dei Turchi.
Il format prevede, a partire dalle 19, un talk esclusivo con il produttore ospite e, a seguire, un aperitivo curato da Casa Diodoros con degustazione guidata dei vini e delle eccellenze protagoniste della serata. Un percorso pensato per coniugare approfondimento culturale, convivialità e valorizzazione del territorio, in una delle location più affascinanti della Sicilia. Ricco il calendario degli appuntamenti in programma. Si parte il 13 marzo con Gianfranco Lombardo di Tenute Lombardo, insieme ad Alessandro Mauro. Il 24 aprile sarà la volta di Calogero Caruana dell’Azienda Agricola Caruana, con Giusy Mauro. L’8 maggio spazio a Bernardo Di Miceli di Cantine Patria, affiancato da Nicola Butera.
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