Le 48 ore tornano al centro della scena politica agrigentina, ma stavolta con un peso diverso. Calogero Sodano smentisce un suo avvicinamento al perimetro che sostiene Luigi Gentile, raffreddando uno degli scenari più chiacchierati delle ultime ore.
“Sono stato contattato, ma questo non significa che ho preso la decisione di sostenerli – ha dichiarato l’ex senatore –. Mi sto prendendo 48 ore di tempo per decidere se candidarmi come sindaco. Farò passare questo sabato e domenica e lunedì scioglierò le riserve”.
Parole che arrivano con un tono tutt’altro che disteso. Sodano appare irritato, e il riferimento è evidente: l’ultima volta che aveva chiesto tempo, non gli fu concesso. Nel giro di poche ore, infatti, arrivò l’ufficializzazione della candidatura di Gentile, di fatto tagliando fuori ogni possibile attesa.
Eppure, in quella fase, la richiesta di tempo aveva una motivazione precisa. Sodano stava lavorando alla risoluzione della questione legata all’incandidabilità, nodo che richiedeva passaggi formali e documentali non immediati. Un percorso che oggi può dirsi concluso: l’ex sindaco di Agrigento ha infatti ottenuto la riabilitazione giudiziaria dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, con un provvedimento che cancella le pene accessorie, gli effetti penali delle condanne e l’interdizione dai pubblici uffici.
Decisive, in questo senso, le prove di buona condotta e il completo risarcimento delle parti civili, ricostruito anche a distanza di anni. Un passaggio che rimette Sodano pienamente in gioco: oggi è candidabile, senza alcun carico pendente.
Ed è proprio questo il punto politico. L’operazione che avrebbe potuto rafforzare l’asse Lega–Dc, con una sua convergenza su Gentile e un possibile effetto sugli equilibri complessivi – soprattutto in ottica ballottaggio – non si concretizza, almeno per ora. Sodano non chiude, ma neanche apre.
Il suo nome, del resto, è stato a lungo al centro delle manovre. Eletto per la prima volta nel 1993 con il sistema dell’elezione diretta, era stato inizialmente blindato da un asse composto da Forza Italia, Udc e Mpa, salvo poi essere progressivamente accantonato nel risiko delle alleanze.
Ad oggi, il quadro vede quattro candidati in campo: Gerlando Dino Alonge, sostenuto da Udc, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Mpa e dalla lista “Forza Azzurri”; Luigi Gentile, appoggiato da Democrazia Cristiana e Lega; Michele Sodano, espressione di Controcorrente di Ismaele La Vardera e dell’area progressista del cosiddetto campo largo, con la probabile presenza anche del simbolo del Partito Democratico; e il fronte civico. Giuseppe Di Rosa ha già presentato la candidatura e le sue due liste.
Ma la partita potrebbe non essere ancora chiusa. Perché le prossime 48 ore non sono solo un tempo tecnico: sono una finestra politica. E dentro quella finestra, Calogero Sodano può ancora cambiare lo scenario.
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