Agrigento al voto: Miccichè saluta, il centrodestra punta su Alonge
AGRIGENTO – L’ultimo atto ufficiale ha sempre il sapore dei bilanci e di una sottile malinconia. Per Francesco Miccichè, l’anniversario della Liberazione è coinciso con il congedo dalla città dopo cinque anni vissuti pericolosamente, tra le secche della pandemia e l’euforia della nomina a Capitale Italiana della Cultura 2025.
Il sindaco medico, eletto in quota centrodestra e capace di compattare in corsa anche Forza Italia e Fratelli d’Italia (inizialmente schierati su altri fronti), si prepara a passare il testimone. Lo fa rivendicando con forza un’eredità che, a suo dire, meriterebbe maggiore riconoscimento.
Il bilancio di Miccichè: “Lascio un’opera epocale”
Incalzato dai cronisti durante la cerimonia del 25 aprile, Miccichè non si è sottratto al confronto, difendendo il lavoro svolto: “Mi dispiace lasciare, è stata un’attività intensa che porterò sempre in me”, ha esordito il sindaco uscente. Ma è sui risultati concreti che Miccichè ha alzato i toni, citando interventi che definisce storici.
“Lascio una città pronta a ripartire, con tantissime opere che purtroppo non vengono esaltate”, ha sottolineato, mettendo in cima alla lista la nuova rete idrica di Villaseta. Un intervento atteso da quarant’anni in un quartiere dove le perdite sfioravano il 58%: “Ora l’acqua può essere erogata quasi H24. È un’opera epocale”. Dai nuovi mezzi per la Polizia Municipale ai progetti pronti a partire nel mese di maggio, Miccichè consegna al suo successore una macchina amministrativa che, grazie ai massicci finanziamenti regionali e nazionali, ha oggi una potenza di fuoco inedita.
Il quadro politico: quattro poli per una poltrona
Mentre il sindaco uscente prepara gli scatoloni, la politica agrigentina è già in pieno fermento con la presentazione delle liste. Il panorama che si delinea è frammentato e vede quattro schieramenti principali pronti alla sfida:
- Il Centrodestra: Questa volta FdI, Forza Italia, MpA e UDC hanno trovato la sintesi immediata su un nome nuovo, l’avvocato Dino Alonge, puntando a capitalizzare il vantaggio della coalizione compatta.
- L’Area Progressista: Il campo largo sostiene la candidatura di Michele Sodano, appoggiato dal movimento di Ismaele La Vardera, tentando la carta del rinnovamento generazionale.
- Il terzo Polo “Civico-leghista”: Un asse trasversale che vede insieme DC, Lega, Noi Moderati e il movimento di Cateno De Luca a sostegno di Luigi Gentile.
- L’outsider: Giuseppe Di Rosa, che corre con due liste civiche puntando tutto sul civismo e sulla conoscenza dei problemi della macchina comunale.
Verso maggio: la settimana decisiva
Con la scadenza del mandato del medico “prestato” alla politica, Agrigento si interroga: basteranno il titolo di Capitale della Cultura e i lavori alla rete idrica a garantire continuità al centrodestra, o prevarrà la voglia di rottura proposta dagli altri schieramenti? Questa settimana, con il deposito ufficiale delle liste, si capirà finalmente chi ha davvero le truppe per conquistare Palazzo dei Giganti. Leggi anche: Agrigento, confronto tra candidati sindaci sulla sicurezza stradale promosso da AIFVS
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