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Home » Editoriali » Traffico scolastico, ad Agrigento la soluzione è un vigile? Il problema è la programmazione

Traffico scolastico, ad Agrigento la soluzione è un vigile? Il problema è la programmazione

17 Settembre 2026
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Il traffico del primo giorno di scuola era prevedibile. Gli ingorghi anche. Quello che dovrebbe essere meno prevedibile è dover cercare una soluzione quando il problema è già esploso.

AGRIGENTO – Il traffico del primo giorno di scuola era prevedibile. Gli ingorghi anche. Quello che dovrebbe essere meno prevedibile è dover cercare una soluzione quando il problema è già esploso.

Ad Agrigento il tema è stato già raccontato: strade congestionate, imbottigliamenti e disagi negli orari di ingresso e uscita dagli istituti. Ma c’è un aspetto che merita di essere messo a fuoco e riguarda soprattutto il metodo con cui viene affrontata la viabilità scolastica.

Di fronte alle criticità, una delle risposte possibili è rafforzare la presenza della Polizia Locale nei punti maggiormente congestionati.

Ed è proprio qui che nasce una domanda: può essere questa la soluzione a un problema di traffico che era ampiamente prevedibile?

Il vigile non può essere il piano

Nessuno mette in discussione l’utilità della Polizia Locale. Anzi, gli agenti sono indispensabili per governare il traffico quando si verifica una criticità.

Ma un vigile davanti a una scuola non risolve un imbuto.

Può regolare il flusso, intervenire sulle situazioni più immediate, contrastare i comportamenti scorretti. Ma se il problema nasce dall’organizzazione della circolazione, servono altre decisioni: sensi di marcia, divieti di sosta, percorsi alternativi, regolamentazione degli ingressi e, dove possibile, un coordinamento preventivo con gli istituti scolastici.

Insomma, bisogna provare a intervenire sulla causa e non soltanto sull’effetto.

La Polizia Locale non può diventare un “tappa-buchi”

C’è poi un’altra questione.

Se per affrontare ogni mattina il traffico scolastico si devono concentrare agenti nei punti critici, quelle risorse non possono contemporaneamente essere impiegate altrove.

Ed è qui che entra in gioco la programmazione.

La Polizia Locale deve poter svolgere il proprio lavoro, ma chi amministra deve creare le condizioni perché gli agenti non siano costretti a rincorrere quotidianamente situazioni che possono essere previste e, almeno in parte, prevenute.

Il problema, dunque, non è semplicemente quanti vigili mettere davanti alle scuole.

Il problema è capire quale organizzazione della viabilità sia stata studiata prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Qual era il piano del Comune?

Il primo giorno di scuola non è arrivato all’improvviso.

La data era conosciuta da mesi e altrettanto conosciuti erano i problemi che puntualmente si verificano davanti a diversi istituti cittadini.

La domanda allora è semplice: qual era il piano del Comune?

Quali misure erano state predisposte? C’è stato un confronto preventivo con le scuole? Sono stati individuati prima dell’apertura degli istituti i punti maggiormente critici? Sono state valutate modifiche temporanee alla circolazione, divieti di sosta, percorsi alternativi o altre soluzioni?

E soprattutto: esiste un piano organico della viabilità scolastica oppure si interviene di volta in volta quando emerge la criticità?

Sono domande alle quali sarebbe utile dare risposte concrete.

Perché il tema non è soltanto gestire il traffico quando si blocca, ma organizzarlo per evitare, per quanto possibile, che si blocchi.

È questa la differenza tra gestione dell’emergenza e programmazione.

Perché un vigile può regolare un incrocio.

Non può diventare il piano della viabilità. Leggi anche: Scuole e traffico, Agrigento riparte nel caos: dov’è il piano del Comune?

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