La data del 15 settembre era conosciuta da mesi. Eppure, con la riapertura delle scuole, davanti agli istituti tornano ingorghi, auto in doppia fila e disagi. Da giornalista mi pongo una domanda: quali misure sono state realmente programmate dall’amministrazione comunale?
AGRIGENTO – È bastata la prima campanella per riportare sulle strade della città uno scenario che famiglie e studenti conoscono fin troppo bene: traffico, auto in doppia fila, carreggiate congestionate e difficoltà negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
Ma la domanda, questa volta, non può essere soltanto perché il traffico aumenti con la riapertura degli istituti.
La domanda è un’altra: che cosa è stato fatto per prevederlo e gestirlo?
Il 15 settembre non era una sorpresa. La data dell’inizio delle lezioni era conosciuta da mesi. Si conoscono le scuole, gli orari, le zone maggiormente interessate dal traffico e i punti nei quali, inevitabilmente, si concentrano automobili e autobus.
E allora, davanti ai disagi che si sono ripresentati con l’avvio dell’anno scolastico, è legittimo chiedersi se sia stato predisposto un vero piano per la viabilità scolastica.
Il Comune aveva previsto il caos?
Nessuno pretende che un’amministrazione comunale possa eliminare il traffico.
Ma tra eliminare il traffico e organizzarlo c’è una differenza enorme.
Si possono individuare preventivamente i punti critici, studiare soluzioni per rendere più fluida la circolazione, coordinarsi con le scuole e intervenire nei punti nei quali il traffico rischia di bloccarsi.
Da giornalista, quindi, mi pongo alcune domande molto semplici.
Quali misure sono state predisposte dal Comune per l’inizio dell’anno scolastico?
Sono stati individuati preventivamente i punti più critici? Sono state valutate modifiche temporanee alla circolazione? Sono state studiate soluzioni specifiche per le fasce orarie di ingresso e uscita?
E soprattutto: esiste un piano organico per gestire il traffico nelle ore di maggiore afflusso davanti alle scuole?
Torregrossa e il coordinamento con le scuole
Una prima domanda riguarda l’assessore alla Pubblica istruzione Elisabetta Torregrossa.
Naturalmente non spetta all’assessorato alla Pubblica istruzione organizzare la viabilità. Ma proprio chi mantiene i rapporti con il mondo della scuola può svolgere un ruolo importante nel raccogliere preventivamente le criticità degli istituti e trasferirle agli uffici e agli assessorati competenti.
È stato fatto un coordinamento con i dirigenti scolastici?
Sono state raccolte prima dell’apertura le segnalazioni sulle situazioni maggiormente problematiche?
Sono stati individuati gli istituti nei quali l’arrivo contemporaneo di centinaia di studenti e genitori avrebbe potuto creare le maggiori difficoltà?
Sono domande che diventano ancora più attuali adesso che le scuole hanno riaperto e i problemi sono tornati puntualmente a manifestarsi.
Cipolla e il traffico
La questione diventa ancora più diretta quando si arriva all’assessore Dario Cipolla, che ha la delega al Traffico.
È proprio sulla gestione della viabilità che occorre capire quale programmazione sia stata predisposta in vista della riapertura delle scuole.
Quali sono stati i punti considerati maggiormente critici? Sono state studiate modifiche alla circolazione? Sono stati valutati percorsi alternativi, sensi unici temporanei o altre soluzioni nelle zone dove ogni mattina si concentra il maggior numero di automobili?
E soprattutto: esiste una strategia per evitare che ogni ingresso e ogni uscita da scuola si trasformino nel solito ingorgo?
Perché intervenire quando il traffico è già paralizzato significa rincorrere il problema. La vera sfida è riuscire a prevenirlo.
Programmare prima, non rincorrere i problemi
Il punto, alla fine, è uno solo: programmare prima, non rincorrere i problemi dopo.
La riapertura delle scuole è forse l’appuntamento più prevedibile dell’anno. Si conoscono la data, gli orari, gli istituti e persino le strade dove puntualmente si formano gli ingorghi.
Per questo oggi le domande sono precise.
Quale piano aveva predisposto il Comune?
Quale coordinamento è stato avviato dall’assessore alla Pubblica istruzione Elisabetta Torregrossa con i dirigenti scolastici?
E soprattutto, quali misure sono state predisposte dall’assessore al Traffico Dario Cipolla per affrontare una situazione ampiamente prevedibile?
Se il piano esiste, sarebbe utile renderlo pubblico e verificarne l’efficacia.
Se invece non esiste, sarebbe utile spiegare perché.
Perché il 15 settembre era una certezza. Il traffico davanti alle scuole, purtroppo, era ampiamente prevedibile.
Quello che resta da capire è se il Comune si fosse preparato ad affrontarlo.
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