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Home » top3 » La stanza delle emozioni, a scuola un luogo per imparare a guardarsi dentro

La stanza delle emozioni, a scuola un luogo per imparare a guardarsi dentro

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
1 Ottobre 2026
in top3
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Inaugurata al Gallo-Sciascia di Agrigento la sesta “The Room of Feeling” della Sicilia. Uno spazio permanente di ascolto ideato dall’artista Igor Scalisi Palminteri. La stanza, realizzata proprio nell’aula frequentata da Giovanni Randisi, è stata dedicata alla memoria dello studente scomparso prematuramente

Una stanza luminosa, piena di colori, nata non soltanto per parlare ai ragazzi dei rischi delle dipendenze, ma soprattutto per offrire loro un luogo nel quale parlare, ascoltarsi, riconoscere le proprie fragilità e dare un nome alle emozioni.

È stata inaugurata questa mattina, nella sede dell’Istituto Superiore “N. Gallo – L. Sciascia” di Agrigento, la sesta delle nove “The Room of Feeling” previste in Sicilia, la stanza delle emozioni ideata dal pittore e street artist palermitano Igor Scalisi Palminteri nell’ambito del percorso regionale di prevenzione delle dipendenze e del disagio giovanile.

Non una semplice aula ridipinta, dunque, ma uno spazio permanente di ascolto e condivisione, destinato agli studenti e aperto idealmente all’intera comunità educante: scuola, famiglie e istituzioni.

La stanza dedicata a Giovanni Randisi

Ad Agrigento la Room of Feeling assume anche un significato particolare. È stata infatti dedicata alla memoria di Giovanni Randisi, studente dell’istituto scomparso prematuramente a causa di una malattia.

La scelta ha un valore ancora più profondo: la stanza è stata realizzata proprio nell’aula frequentata da Giovanni. Alla cerimonia di intitolazione erano presenti anche i suoi genitori.

Uno dei momenti più emozionanti della mattinata è arrivato dopo la proiezione del video che ha raccontato le diverse fasi della realizzazione dell’aula. La dirigente scolastica Giovanna Pisano, ricordando Giovanni, non ha nascosto la commozione.

«Volevamo che Giovanni continuasse a essere qui, nella scuola che ha tanto amato – ha detto –. Era un ragazzo esemplare, che aveva nella scuola le giuste aspettative e che amava profondamente questo luogo. Ho di lui un ricordo indelebile. Penso sia la persona più giusta alla quale dedicare questa stanza».

“Riflettere”: un ragazzo, uno specchio e un cuore

La stanza realizzata ad Agrigento ha un tema preciso: “Riflettere”, una delle parole emerse durante i laboratori e i momenti di confronto con gli studenti.

Sulle pareti, il disegno che guida l’intera composizione raffigura un’adolescente davanti a uno specchio. Ma nello specchio non compare il suo volto: il riflesso è un cuore anatomico.

«Il titolo di questa nuova stanza è “Riflettere” – ha spiegato Igor Scalisi Palminteri –. È una delle parole uscite dai brainstorming che abbiamo fatto durante i laboratori con i ragazzi e le ragazze ed è anche la parola attorno alla quale abbiamo costruito questa stanza».

Il significato dell’opera, però, non viene imposto dall’artista.

«Cosa vuol dire lo lascio decidere a voi», ha aggiunto Scalisi Palminteri, sottolineando come l’arte possa diventare uno degli strumenti attraverso i quali provare a «guardare negli occhi gli adolescenti che non sanno più parlare, o forse che non sappiamo più ascoltare».

Una stanza costruita insieme ai ragazzi

Anche il percorso che ha portato alla realizzazione dell’aula è parte integrante del progetto.

Ai laboratori hanno partecipato 35 studenti delle classi prime e seconde, tra i 14 e i 15 anni, del Professionale enogastronomico e dell’Istituto tecnico, insieme a due collaboratori scolastici e due genitori del Consiglio d’istituto.

Prima ancora dei colori e dei pennelli è arrivato il confronto. Il lavoro è cominciato con il circle time: studenti, docenti e adulti seduti insieme, in cerchio, per parlare e soprattutto ascoltarsi.

Il percorso è proseguito attraverso testimonianze e momenti di riflessione sulle dipendenze. Da quelle parole, dalle emozioni e dalle esperienze condivise è nato progressivamente il tema da rappresentare sulle pareti.

È questa una delle caratteristiche di “The Room of Feeling”: l’artista non arriva a scuola con un’opera già pensata, ma la costruisce partendo da ciò che emerge dall’incontro con i ragazzi.

«Una stanza che possa essere patrimonio di tutti»

L’obiettivo è fare in modo che la Room of Feeling non rimanga soltanto il risultato visibile di un progetto, ma diventi un luogo vissuto quotidianamente.

«Una stanza da guardare, uno spazio da attraversare – ha spiegato Giovanna Pisano – ma soprattutto una stanza in cui le emozioni possano stare, in cui creare connessioni e che possa diventare un punto di riferimento non soltanto per il Gallo-Sciascia, ma anche per le istituzioni e per i genitori. Prima di tutto per i ragazzi, ma per tutta la comunità educante».

Una visione della scuola che prova a superare l’idea dell’istituto come semplice luogo di lezioni, verifiche e rendimento.

«I nostri giovani devono venire a scuola con gioia», ha sottolineato la dirigente.

La prevenzione, secondo questa impostazione, non può limitarsi a relazioni, convegni e informazioni sui pericoli delle sostanze, ma deve offrire ai ragazzi strumenti per scegliere, luoghi nei quali confrontarsi e persone disposte ad ascoltarli.

La stanza resterà a loro disposizione anche dopo la conclusione del progetto. «In quella stanza devono sviluppare la loro creatività, essere liberi di parlare, di riunirsi in gruppi per discutere di ciò che sta loro a cuore e capire che la scuola è veramente lo spazio dove possono dare il meglio di sé», ha spiegato Pisano.

Scuola, famiglie e istituzioni

A moderare la cerimonia è stata la professoressa Licia Silvestro, referente di @Lab_School per l’istituto e coordinatrice del percorso che ha portato alla realizzazione della Room of Feeling di Agrigento.

Alla mattinata hanno partecipato, tra gli altri, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Agrigento Calogero Alberto Petix, il sindaco di Agrigento Michele Sodano, il questore Tommaso Palumbo, il dirigente medico psichiatra dell’U.O.C. Dipendenze Patologiche dell’Asp di Agrigento Antonio Indelicato e la dirigente psicologa del SerD dell’Asp Irene Grado.

Presenti anche Antonio Macaluso e Costante La Bruna, curatori della media education.

Per l’Arma dei Carabinieri ha partecipato il tenente colonnello Gabriele Treleani, capo ufficio comando del Comando provinciale di Agrigento, mentre per la Guardia di Finanza era presente il maggiore Giuseppe Taverna, in rappresentanza del Comando provinciale. Alla cerimonia hanno preso parte anche due rappresentanti della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle.

Sodano, rivolgendosi agli studenti, ha richiamato il ruolo delle nuove generazioni nella crescita della città: «Voi non siete solamente dei passanti, siete protagonisti, perché la rivoluzione culturale di cui abbiamo bisogno parte da voi. Una città cambia quando cambia la coscienza civica».

Il questore Palumbo si è invece soffermato sul tema delle dipendenze, ricordando come l’avvicinamento alle droghe non sia legato esclusivamente a situazioni di disagio familiare o personale, ma possa nascere anche dal desiderio di essere accettati all’interno di un gruppo.

Da qui la necessità di rafforzare l’alleanza tra scuola, famiglia e istituzioni, perché nessun ragazzo venga lasciato solo.

Un percorso iniziato nel novembre 2025

La giornata di oggi rappresenta anche un nuovo capitolo di un percorso agrigentino cominciato quasi un anno fa.

Era il 25 novembre 2025 quando, nell’auditorium del Gallo-Sciascia, veniva presentata la tappa provinciale del contest “Stop alle dipendenze. Il coraggio della Libertà”, nell’ambito del progetto @Lab_School – Rete SALUS – Scuole SHE Sicilia.

Già allora il messaggio era chiaro: affiancare all’informazione scientifica sulle conseguenze delle droghe un linguaggio differente, fatto di arte, musica, bellezza e partecipazione.

In quella occasione Scalisi Palminteri, insieme al musicista Angelo Sicurella, aveva realizzato la performance di pittura sonora “300 grammi”, dedicata al cuore umano e alla necessità di riscoprire sentimenti, relazioni e senso di comunità.

Quello che allora era soprattutto un percorso educativo oggi ha anche un luogo fisico.

Nove stanze in tutta la Sicilia

La giornata di oggi chiude idealmente un percorso agrigentino cominciato quasi un anno fa. Era il 25 novembre 2025 quando, nell’auditorium del Gallo-Sciascia, veniva presentata la tappa provinciale del contest “Stop alle dipendenze. Il coraggio della Libertà”, nell’ambito del progetto @Lab_School – Rete Salus – Scuole SHE Sicilia.

Il programma è gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, con scuola capofila l’Istituto comprensivo “G.E. Rizzo” di Melilli.

Quella inaugurata ad Agrigento è la sesta delle nove stanze permanenti previste nelle province siciliane. Dopo Agrigento, il percorso proseguirà a Trapani dal 12 al 14 ottobre, Caltanissetta dal 26 al 28 ottobre ed Enna dal 10 al 12 novembre.

Al Gallo-Sciascia resterà invece una stanza colorata, costruita insieme ai ragazzi, nella quale fermarsi, parlare e ascoltarsi.

Un luogo dove imparare, prima di tutto, a guardarsi dentro.

Leggi anche: Sodano agli studenti: «Le droghe non cancellano la sofferenza. Nei momenti difficili parlate»

E all’Alberghiero non poteva mancare un ultimo momento di condivisione: la giornata si è conclusa con un buffet di specialità dolci e salate preparate dagli studenti nei laboratori scolastici, trasformando anche il momento conviviale in una parte della festa e del lavoro della comunità del Gallo-Sciascia.

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