AGRIGENTO – Dopo lo scontro in Consiglio comunale che ha portato alla mancata approvazione del Piano economico-finanziario della Tari 2026-2029, arriva la dura replica dei consiglieri comunali di Forza Azzurri, Forza Italia, Lega e MPA, che respingono le accuse mosse dal sindaco Michele Sodano e ribaltano le responsabilità dell’esito della seduta.
In un lungo comunicato congiunto, gli esponenti del centrodestra parlano di un «mix inaccettabile di arroganza e incapacità politica», accusando il primo cittadino di «mistificare la realtà» attraverso dichiarazioni diffuse sui social anziché confrontarsi nelle sedi istituzionali.
Secondo i consiglieri, la posizione del centrodestra era stata chiarita fin dall’inizio: nessuna disponibilità a votare un piano che prevedesse un aumento della Tari. «Avevamo detto chiaramente che non avremmo mai aumentato le tasse ai cittadini», affermano, sostenendo che il sindaco avrebbe dovuto cercare soluzioni alternative e costruire una maggioranza politica per approvare il provvedimento.
Nel mirino finisce anche la gestione della seduta consiliare. L’opposizione contesta l’assenza dell’assessore competente e il mancato intervento del sindaco per illustrare la proposta, accusando l’amministrazione di aver chiesto al Consiglio di approvare una delibera «senza alcun confronto o dibattito politico».
Il centrodestra sostiene inoltre che già nella seduta del 30 luglio fosse emersa chiaramente la contrarietà all’aumento della Tari, ma di aver comunque consentito il rinvio della votazione al giorno successivo, offrendo all’amministrazione la possibilità di reperire in aula i numeri necessari. «Sarebbe bastato un solo voto in più per approvare il piano», scrivono i consiglieri, invitando il sindaco a spiegare «cosa sia accaduto tra la sera del 30 e quella del 31 luglio» e come abbia tentato di costruire una maggioranza.
Nel comunicato vengono richiamate anche altre vicende politiche delle ultime settimane. Il centrodestra ricorda le mozioni approvate all’unanimità dal Consiglio sulla crisi idrica di Maddalusa e sul servizio di nettezza urbana, sostenendo che entrambe sarebbero rimaste prive di riscontro da parte dell’amministrazione. In particolare viene citata la proposta di emanare un’ordinanza ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali per affrontare l’emergenza idrica, che – secondo i firmatari – il sindaco non avrebbe mai attuato.
I consiglieri contestano inoltre la ricostruzione secondo cui la mancata approvazione del piano Tari avrebbe compromesso le risorse destinate agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (Asacom), sostenendo che «i fondi erano assolutamente salvaguardati e nulla avevano a che vedere con la Tari».
Nella parte finale del documento il centrodestra rivendica di aver iniziato la legislatura con spirito collaborativo, affermando di avere avanzato proposte e garantito disponibilità al confronto. «Avevamo teso la mano», scrivono, ma accusano il sindaco di aver scelto la strada della contrapposizione, sostenendo che il malcontento starebbe ormai emergendo anche tra le forze che lo sostengono.
Il comunicato si conclude con un’ultima stoccata politica rivolta al primo cittadino, accompagnata dall’auspicio che continui a guidare l’amministrazione comunale senza cercare «alibi» o altri approdi istituzionali. Leggi anche: Quando la politica non può ridursi a uno scaricabarile
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