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Home » Municipio » Miccichè chiude il mandato: “Comune più solido e nuovo piano rifiuti”

Miccichè chiude il mandato: “Comune più solido e nuovo piano rifiuti”

3 Giugno 2026
in Municipio
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Miccichè traccia il bilancio di fine mandato: “Comune più solido, 135 milioni di investimenti e una nuova strategia per i rifiuti”

Un Comune finanziariamente più stabile, oltre 135 milioni di euro di finanziamenti ottenuti, il rafforzamento della macchina amministrativa e un nuovo piano per la gestione dei rifiuti destinato a cambiare il volto dell’igiene urbana cittadina. Sono questi i punti cardine della conferenza stampa con cui il sindaco uscente di Agrigento, Francesco Miccichè, ha tracciato il bilancio dei cinque anni di amministrazione e illustrato le linee guida del nuovo Piano industriale per il servizio di raccolta differenziata. 

Nel corso dell’incontro, il primo cittadino ha rivendicato il lavoro svolto sul fronte del risanamento finanziario dell’ente, sottolineando come il Comune abbia mantenuto gli equilibri di bilancio senza ricorrere a procedure di dissesto o predissesto e senza fare ricorso ai fondi straordinari destinati agli enti in difficoltà. Secondo Miccichè, l’amministrazione è riuscita a consolidare la disponibilità di cassa e a proseguire nel percorso di ripiano dei disavanzi ereditati. 

Tra i risultati evidenziati figura anche il potenziamento del personale comunale. Durante il mandato l’orario di lavoro dei dipendenti part-time è stato portato da 25 a 36 ore settimanali, un intervento che, secondo il sindaco, ha consentito di migliorare l’efficienza degli uffici e di valorizzare le risorse umane dell’ente. 

Uno dei passaggi centrali della relazione riguarda la capacità di attrarre finanziamenti. L’amministrazione rivendica di avere ottenuto oltre 135 milioni di euro destinati a opere pubbliche, edilizia scolastica, sicurezza del territorio, rigenerazione urbana, impiantistica sportiva, servizi sociali e valorizzazione del patrimonio comunale. Tra gli interventi citati figurano la realizzazione di nuovi asili nido, il recupero dell’edilizia residenziale pubblica, la riqualificazione di quartieri e spazi urbani, il potenziamento degli impianti sportivi e numerosi progetti finanziati attraverso il Pnrr. 

Miccichè ha inoltre ricordato il ritorno del servizio di refezione scolastica e l’utilizzo integrale delle risorse destinate alle politiche sociali, con oltre sette milioni di euro dei Fondi Povertà trasformati in servizi per le fasce più fragili della popolazione. Tra i risultati rivendicati compare anche la gara europea per il trasporto pubblico urbano, che secondo l’amministrazione rappresenta un primato in Sicilia. 

Ampio spazio è stato dedicato al nuovo Piano industriale per la gestione dei rifiuti, che punta a migliorare il decoro urbano e l’efficienza dei servizi. Agrigento ha ormai superato stabilmente il 65 per cento di raccolta differenziata, ma l’obiettivo dichiarato è quello di compiere un ulteriore salto di qualità. 

Il nuovo modello prevede il ritorno del netturbino di quartiere, l’inserimento di 23 nuove unità operative, il rafforzamento dello spazzamento e del lavaggio delle strade, servizi dedicati alle contrade e alle località balneari, cinque isole ecologiche intelligenti fisse e altre cinque mobili, un servizio di pronto intervento attivo ventiquattro ore su ventiquattro e il potenziamento della raccolta differenziata per utenze domestiche e commerciali. 

Particolare attenzione sarà riservata a San Leone e al litorale agrigentino, dove durante la stagione estiva saranno impiegati quaranta operatori dedicati, con interventi straordinari sulle spiagge e servizi specifici per eventi e manifestazioni. Il piano prevede inoltre sistemi di tariffazione puntuale e strumenti tecnologici per la tracciabilità dei conferimenti, con l’obiettivo di contrastare l’abbandono dei rifiuti e rendere più efficiente la gestione del servizio. 

In chiusura, il sindaco uscente ha sostenuto di lasciare una città dotata di progetti finanziati, cantieri avviati e una programmazione già definita per i prossimi anni, ringraziando dipendenti comunali, dirigenti, assessori, consiglieri e cittadini per il lavoro svolto durante il mandato.

Al di là dei numeri e delle rivendicazioni, resta un dato politico difficile da ignorare. Francesco Miccichè conclude il suo mandato senza la possibilità di chiedere agli agrigentini una conferma diretta attraverso una nuova candidatura. Sarebbe stato interessante vedere se il sindaco uscente avrebbe scelto di sottoporre nuovamente al giudizio degli elettori il lavoro svolto in questi anni, trasformando i risultati illustrati nella relazione di fine mandato in un programma di continuità amministrativa.

I finanziamenti ottenuti, i cantieri avviati, il nuovo piano dei rifiuti e la stabilità finanziaria rivendicata dall’amministrazione rappresentano infatti il cuore dell’eredità politica lasciata alla città e al futuro sindaco. Saranno adesso i cittadini, indirettamente, a pronunciarsi su questi cinque anni attraverso la scelta tra i candidati chiamati a raccogliere il testimone.

Resta però una curiosità che non potrà trovare risposta nelle urne: capire quale sarebbe stato il consenso reale di Francesco Miccichè se avesse potuto ripresentarsi davanti agli elettori con il bilancio di mandato illustrato questa mattina. Una verifica politica che, per ragioni normative, non ci sarà mai. E che lascia aperto il dibattito sul giudizio complessivo di un’amministrazione che, tra luci e ombre, ha segnato una stagione importante della vita amministrativa agrigentina. Leggi anche: Mandato al capolinea, comunicazione pure: l’ultima conferenza di Miccichè

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