Chiesa Santa Rosa, l’autobotte fa scoppiare la protesta: Aica ammette un errore nella procedura
La richiesta di acqua sarebbe passata nonostante una pratica sospesa. La presidente Danila Nobile annuncia verifiche interne. A Maddalusa i residenti chiedono uniformità nella gestione delle forniture.
AGRIGENTO – Un’autobotte, una pratica sospesa e un’anomalia nel sistema informatico. Sono questi gli elementi al centro della vicenda che riguarda la chiesa di Santa Rosa, a Villaggio Mosè, e che nelle ultime ore ha provocato reazioni soprattutto tra gli abitanti di Maddalusa.
Aica ha ammesso che qualcosa nella procedura non ha funzionato come avrebbe dovuto. La presidente dell’azienda idrica, Danila Nobile, ha spiegato che la pratica relativa alla struttura risultava sospesa, ma il sistema non avrebbe registrato correttamente il blocco.
Da qui sarebbe nata la possibilità di inoltrare comunque una richiesta di approvvigionamento tramite autobotte. Secondo quanto riferito da Aica, nel corso della procedura sarebbero stati generati due codici temporanei che hanno consentito di presentare l’istanza.
Il risultato è stato l’arrivo dell’autobotte alla struttura.
L’azienda: «Un errore, ora la pratica è bloccata»
Una volta emersa l’anomalia, la procedura è stata bloccata. La presidente Nobile ha inoltre annunciato un approfondimento con gli uffici dell’azienda per ricostruire l’intera vicenda e capire perché il sistema non abbia recepito la sospensione.
Aica, quindi, riconduce l’episodio a un problema procedurale e informatico, precisando che la situazione è stata successivamente corretta.
A Maddalusa cresce il malcontento
È proprio questo passaggio ad aver alimentato le proteste a Maddalusa.
Gli abitanti del quartiere da tempo segnalano problemi legati alla disponibilità dell’acqua e lamentano difficoltà nell’ottenere anche il servizio tramite autobotte. La notizia della fornitura destinata alla chiesa di Santa Rosa ha quindi riacceso una domanda: perché una richiesta sia riuscita a essere evasa mentre altri cittadini continuano a fare i conti con l’emergenza idrica?
La questione, al momento, riguarda soprattutto la percezione di una diversa gestione delle richieste. Saranno gli accertamenti annunciati da Aica a dover chiarire tutti i passaggi e stabilire come sia stato possibile autorizzare la fornitura in presenza di una pratica sospesa.
La vicenda mette così nuovamente sotto i riflettori non soltanto l’approvvigionamento idrico, ma anche i criteri con cui vengono gestite le richieste nelle zone del territorio agrigentino interessate da problematiche urbanistiche.
Aica ha assicurato che saranno effettuate le verifiche necessarie. Resta, intanto, il malcontento dei residenti di Maddalusa, che chiedono che nell’accesso all’acqua vengano applicati criteri chiari e uguali per tutti. Agrigento punta al 100% di rinnovabili: da New York parte la sfida per il 2045
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