Agrigento, inchiesta sugli appalti: indagato l’ex sindaco Francesco Miccichè. Nel mirino i lavori di un parcheggio
La Procura ipotizza corruzione, turbativa del procedimento di scelta del contraente e irregolarità nei subappalti. Sei i nominativi indicati negli atti relativi alle perquisizioni. Gli investigatori cercano nei telefoni cellulari messaggi e comunicazioni sui presunti accordi illeciti.
AGRIGENTO – Un’inchiesta su presunti accordi illeciti nell’affidamento di lavori pubblici coinvolge l’ex sindaco di Agrigento Francesco Miccichè. Al centro degli accertamenti della Procura della Repubblica ci sono i lavori di realizzazione di un parcheggio, gli affidamenti e un successivo subappalto che gli investigatori ritengono irregolare.
A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Elettra Consoli. Negli atti relativi alle perquisizioni vengono indicati, oltre a Miccichè, Salvatore Alaimo, Patrizia Lisci, Antonio Plescia, Franca Casamassima e Claudio Alaimo.
Secondo quanto emerge dalla documentazione, nei confronti di Miccichè, Salvatore Alaimo e Patrizia Lisci vengono ipotizzati, in concorso, i reati di turbativa del procedimento amministrativo diretto alla scelta del contraente e corruzione per l’esercizio della funzione. Per Miccichè e Salvatore Alaimo compare inoltre una contestazione relativa alla normativa sui subappalti, formulata anche nei confronti di Antonio Plescia.
Gli affidamenti e il presunto subappalto illecito
Uno dei passaggi più significativi del provvedimento riguarda i rapporti tra i soggetti coinvolti e l’assegnazione dei lavori.
La Procura ritiene necessario acquisire i telefoni cellulari per verificare l’esistenza di comunicazioni attraverso le quali gli indagati avrebbero potuto concordare, secondo l’ipotesi investigativa, «scambi illeciti», affidamenti relativi agli appalti e il successivo subappalto.
Nel documento viene fatto esplicito riferimento a un affidamento diretto ottenuto da Salvatore Alaimo e a un subappalto che gli investigatori qualificano come illecito, effettuato a favore di Antonio Plescia.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Franca Casamassima e Claudio Alaimo sarebbero stati a conoscenza sia dell’affidamento diretto sia del successivo subappalto. Una circostanza che ha indotto gli inquirenti a ritenere utile acquisire anche i loro dispositivi telefonici.
Le intercettazioni e i lavori del parcheggio
L’attività investigativa prende in esame un arco temporale che parte dal dicembre 2024 e arriva fino al periodo del provvedimento.
I primi contatti intercettati richiamati negli atti risalgono al 12 novembre 2025, mentre le ultime conversazioni menzionate sono del giugno 2026.
La Procura ritiene tuttavia necessario approfondire anche i rapporti precedenti e verificare se le comunicazioni tra i soggetti coinvolti siano proseguite successivamente.
Un elemento emerge con particolare chiarezza: i lavori del parcheggio risultavano terminati nel giugno 2026, ma, al momento del deposito dell’informativa investigativa richiamata nel provvedimento, i pagamenti nei confronti di Salvatore Alaimo non erano ancora stati completati.
La ricerca delle prove nei telefoni cellulari
Per ricostruire i rapporti tra gli indagati, la Procura ha disposto attività di perquisizione e ricerca di documentazione, con particolare attenzione ai dispositivi elettronici.
Gli investigatori intendono verificare la frequenza, la cronologia e il contenuto delle comunicazioni relative agli affidamenti diretti, alle eventuali utilità e al successivo subappalto.
Le ricerche riguardano messaggi, e-mail, fotografie, video, documenti e altri dati informatici che potrebbero contribuire a chiarire la vicenda.
Secondo il magistrato, la documentazione amministrativa già acquisita e le conversazioni intercettate non sarebbero sufficienti, da sole, a ricostruire integralmente i rapporti tra i soggetti coinvolti.
Le contestazioni e la presunzione di innocenza
L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni riportate negli atti costituiscono ipotesi accusatorie ancora da verificare e non rappresentano un accertamento di responsabilità.
Restano da chiarire, attraverso gli ulteriori atti del procedimento, le modalità degli affidamenti, l’eventuale esistenza di accordi illeciti e le singole condotte attribuite alle persone coinvolte.
Per tutti vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Leggi anche: Agrigento, Miccichè indagato: «Sono sereno, mai commesso illeciti»
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