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Home » Cronaca » Inchiesta Miccichè, spunta il parcheggio Tuttolomondo: nel mirino i lavori su sbarre e sistemi di pagamento

Inchiesta Miccichè, spunta il parcheggio Tuttolomondo: nel mirino i lavori su sbarre e sistemi di pagamento

3 Novembre 2026
in Cronaca, evidenza
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Agrigento, inchiesta sugli appalti: indagato l’ex sindaco Francesco Miccichè. Nel mirino i lavori di un parcheggio

La Procura ipotizza corruzione, turbativa del procedimento di scelta del contraente e irregolarità nei subappalti. Sei i nominativi indicati negli atti relativi alle perquisizioni. Gli investigatori cercano nei telefoni cellulari messaggi e comunicazioni sui presunti accordi illeciti.

AGRIGENTO – Un’inchiesta su presunti accordi illeciti nell’affidamento di lavori pubblici coinvolge l’ex sindaco di Agrigento Francesco Miccichè. Al centro degli accertamenti della Procura della Repubblica ci sono i lavori di realizzazione di un parcheggio, gli affidamenti e un successivo subappalto che gli investigatori ritengono irregolare.

A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Elettra Consoli. Negli atti relativi alle perquisizioni vengono indicati, oltre a Miccichè, Salvatore Alaimo, Patrizia Lisci, Antonio Plescia, Franca Casamassima e Claudio Alaimo.

Secondo quanto emerge dalla documentazione, nei confronti di Miccichè, Salvatore Alaimo e Patrizia Lisci vengono ipotizzati, in concorso, i reati di turbativa del procedimento amministrativo diretto alla scelta del contraente e corruzione per l’esercizio della funzione. Per Miccichè e Salvatore Alaimo compare inoltre una contestazione relativa alla normativa sui subappalti, formulata anche nei confronti di Antonio Plescia.

Gli affidamenti e il presunto subappalto illecito

Uno dei passaggi più significativi del provvedimento riguarda i rapporti tra i soggetti coinvolti e l’assegnazione dei lavori.

La Procura ritiene necessario acquisire i telefoni cellulari per verificare l’esistenza di comunicazioni attraverso le quali gli indagati avrebbero potuto concordare, secondo l’ipotesi investigativa, «scambi illeciti», affidamenti relativi agli appalti e il successivo subappalto.

Nel documento viene fatto esplicito riferimento a un affidamento diretto ottenuto da Salvatore Alaimo e a un subappalto che gli investigatori qualificano come illecito, effettuato a favore di Antonio Plescia.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Franca Casamassima e Claudio Alaimo sarebbero stati a conoscenza sia dell’affidamento diretto sia del successivo subappalto. Una circostanza che ha indotto gli inquirenti a ritenere utile acquisire anche i loro dispositivi telefonici.

Le intercettazioni e i lavori del parcheggio

L’attività investigativa prende in esame un arco temporale che parte dal dicembre 2024 e arriva fino al periodo del provvedimento.

I primi contatti intercettati richiamati negli atti risalgono al 12 novembre 2025, mentre le ultime conversazioni menzionate sono del giugno 2026.

La Procura ritiene tuttavia necessario approfondire anche i rapporti precedenti e verificare se le comunicazioni tra i soggetti coinvolti siano proseguite successivamente.

Un elemento emerge con particolare chiarezza: i lavori del parcheggio risultavano terminati nel giugno 2026, ma, al momento del deposito dell’informativa investigativa richiamata nel provvedimento, i pagamenti nei confronti di Salvatore Alaimo non erano ancora stati completati.

La ricerca delle prove nei telefoni cellulari

Per ricostruire i rapporti tra gli indagati, la Procura ha disposto attività di perquisizione e ricerca di documentazione, con particolare attenzione ai dispositivi elettronici.

Gli investigatori intendono verificare la frequenza, la cronologia e il contenuto delle comunicazioni relative agli affidamenti diretti, alle eventuali utilità e al successivo subappalto.

Le ricerche riguardano messaggi, e-mail, fotografie, video, documenti e altri dati informatici che potrebbero contribuire a chiarire la vicenda.

Secondo il magistrato, la documentazione amministrativa già acquisita e le conversazioni intercettate non sarebbero sufficienti, da sole, a ricostruire integralmente i rapporti tra i soggetti coinvolti.

Le contestazioni e la presunzione di innocenza

L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni riportate negli atti costituiscono ipotesi accusatorie ancora da verificare e non rappresentano un accertamento di responsabilità.

Restano da chiarire, attraverso gli ulteriori atti del procedimento, le modalità degli affidamenti, l’eventuale esistenza di accordi illeciti e le singole condotte attribuite alle persone coinvolte.

Per tutti vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Leggi anche: Agrigento, Miccichè indagato: «Sono sereno, mai commesso illeciti»

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