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Home » evidenza » Fondazione Pirandello, il cambiamento alla prova dei fatti

Fondazione Pirandello, il cambiamento alla prova dei fatti

12 Settembre 2026
in evidenza, Politica, Teatro
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Cambiare un Consiglio di amministrazione è relativamente semplice. Dimostrare di aver cambiato metodo è molto più difficile. È questa la vera sfida che attende oggi la Fondazione Teatro Luigi Pirandello, dopo l’insediamento del nuovo Cda voluto dal sindaco Michele Sodano e l’elezione di Osvaldo Lo Iacono alla presidenza e Giulio Cinque alla vicepresidenza.

Sodano ha presentato il rinnovo come l’inizio di una fase nuova, fondata sulle competenze e sul superamento delle vecchie logiche politiche. Una promessa importante, che adesso va misurata sui fatti. Giulio Cinque non è stato scelto da Sodano. È il componente di designazione regionale e faceva già parte del precedente Cda. La sua presenza nel nuovo Consiglio deriva dunque dalla scelta della Regione Siciliana, non del sindaco. Cinque è nella corrente di Riccardo Gallo come il direttore generale Alessandra Fiaccabrino (ndr).

Ma la vicepresidenza non gli arriva dalla Regione: gliel’ha affidata il nuovo Consiglio di amministrazione. Ed è questo il dato politicamente interessante. Non perché vi sia qualcosa di anomalo o perché siano in discussione la competenza e l’autonomia di Cinque. Né significa sostenere che la sua presenza renda il nuovo Cda una lottizzazione. Ma rappresenta la prima scelta concreta compiuta da una governance presentata nel segno della discontinuità.

Tra i cinque componenti, quattro sono espressione delle scelte compiute dalla nuova amministrazione comunale, mentre Cinque proviene dalla designazione regionale e faceva già parte della precedente governance. È proprio quest’ultimo ad essere stato scelto come numero due della Fondazione. Se la parola d’ordine è discontinuità, la decisione merita quindi di essere osservata. Non come scandalo, ma come prima verifica della coerenza tra il racconto del cambiamento e le decisioni concrete.

C’è poi un’altra precisazione necessaria. Il nuovo Cda è gratuito. Ma lo era già quello precedente. Lo Statuto vigente stabilisce infatti che la carica di componente del Consiglio di amministrazione è a titolo gratuito. Quindi la gratuità non è una scelta introdotta da Sodano né una novità del nuovo corso. È una regola preesistente della Fondazione. Può essere certamente un elemento positivo, ma non può essere utilizzato per misurare la discontinuità.

Il nuovo Cda dovrà ora affrontare decisioni ben più sostanziali, a partire dalla direzione generale e dalla direzione artistica. Saranno scelte importanti perché riguarderanno direttamente la gestione, la programmazione e l’indirizzo futuro del Teatro. E proprio per questo dovranno essere valutate per criteri, motivazioni e risultati, non soltanto per il nome delle persone che verranno scelte. Potranno esserci conferme oppure nuovi ingressi. Potrà prevalere la continuità su alcuni ruoli e la discontinuità su altri. Quello che conta sarà capire quale sarà il criterio utilizzato.

Se davvero il nuovo corso vuole mettere al centro competenze e merito, sarà nelle prossime decisioni che dovrà dimostrarlo. E sarà altrettanto importante che le scelte siano spiegate alla città con chiarezza, perché una nuova governance non si misura soltanto dalle persone che nomina, ma anche dalla trasparenza con cui motiva le proprie decisioni.

Alla fine, il Teatro non sarà giudicato per quanti volti nuovi siedono nel Cda, ma per quello che il nuovo Consiglio riuscirà a realizzare: qualità della programmazione, pubblico, sostenibilità economica, capacità di attrarre risorse e rapporto con la città e con i giovani. Il “caso Cinque” non è quindi il problema della Fondazione. È il primo elemento concreto sul quale misurare la distanza tra la discontinuità annunciata e quella praticata. Adesso toccherà alle prossime decisioni chiarire quale sarà realmente il nuovo corso.

Perché il cambiamento, una volta annunciato, non appartiene più alle dichiarazioni di chi lo promette. Appartiene ai fatti di chi lo deve realizzare. Leggi anche: Teatro Pirandello, nodo Direzione Generale: cessati gli incarichi di Fiaccabrino e Torre

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