AICA, la presidente Nobile replica a La Vardera: «Non si può attribuire all’azienda una responsabilità senza attendere gli accertamenti»
La presidente del CdA di AICA interviene dopo il video del deputato regionale Ismaele La Vardera. Sul cedimento di Agrigento precisa: «La voragine sarebbe stata determinata da un problema al collettore delle acque bianche, di competenza comunale». E rivendica il lavoro svolto dalla governance nell’ultimo anno
AGRIGENTO – Dopo l’intervento del deputato regionale Ismaele La Vardera sulla gestione del servizio idrico e sulle criticità registrate ad Agrigento, arriva la replica della presidente del CdA di AICA, che affida a una nota le proprie precisazioni.
Nobile riferisce innanzitutto di aver ricevuto una telefonata da La Vardera mentre era impegnata in una riunione e di averlo successivamente richiamato senza ricevere risposta. La presidente sostiene inoltre di aver tentato più volte di ricontattarlo dopo la pubblicazione del video, inviandogli anche messaggi con le prime risultanze degli accertamenti tecnici.
Sul caso della voragine, Nobile precisa che, secondo le verifiche finora disponibili, il cedimento sarebbe stato originato da un problema al collettore delle acque bianche, infrastruttura riconducibile alla competenza comunale. Il cedimento avrebbe poi coinvolto anche una condotta AICA.
«È tecnicamente e amministrativamente scorretto attribuire ad AICA la responsabilità originaria dell’evento senza attendere gli accertamenti conclusivi», sottolinea la presidente, ricordando anche il contesto degli eventi meteorici che hanno interessato il territorio.
Il bilancio della governance
Nella nota Nobile difende quindi il lavoro svolto dall’attuale Consiglio di amministrazione, insediatosi nel luglio 2025. La presidente parla di una situazione finanziaria e organizzativa iniziale «estremamente critica» e rivendica i risultati ottenuti nell’ultimo anno.
Tra questi indica il pagamento regolare degli stipendi, il progressivo ritorno alla normalità nei rapporti con i fornitori, i pagamenti effettuati a Siciliacque per ridurre il debito pregresso, accordi con diversi creditori e circa 10 mila regolarizzazioni delle utenze.
Nobile cita inoltre la ripresa delle attività di manutenzione, nuovi finanziamenti richiesti per le infrastrutture e il rafforzamento dei rapporti con Comuni, ATI, Prefettura e altre istituzioni.
«Non sostengo che tutti i problemi siano stati risolti», precisa la presidente, ma «oggi esiste una direzione chiara e i risultati sono misurabili».
Le risorse pubbliche: «Nessun privilegio»
La parte finale della nota riguarda uno dei temi al centro dell’intervento odierno di La Vardera: le risorse pubbliche destinate al sistema idrico.
La presidente sostiene che ogni eventuale stanziamento debba essere valutato nelle sedi istituzionali competenti, con trasparenza e nel rispetto delle procedure.
Ma introduce anche un’altra prospettiva: se le risorse vengono destinate a sostenere un servizio pubblico essenziale e a consentire interventi necessari per cittadini e territori, secondo Nobile la domanda non dovrebbe essere semplicemente «perché si aiuta AICA», ma «se quelle risorse siano sufficienti rispetto alla gravità dei problemi infrastrutturali da affrontare».
«AICA non chiede privilegi né trattamenti di favore», ribadisce la presidente. «Chiede di poter svolgere il proprio compito, rendicontando ogni attività e rispondendo con i numeri».
La presidente esclude di voler trasformare la vicenda in uno scontro personale: «Non faccio politica», scrive, ribadendo però la volontà di difendere il lavoro dell’azienda e degli operatori.
E sulla governance conclude con una rivendicazione netta: «La governance di AICA oggi è quella che, numeri alla mano, ha funzionato più che bene. Altre governance non saprei». Leggi anche: La Vardera non arretra sull’acqua: “Io non sto zitto”. E annuncia battaglia all’ARS per Agrigento
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