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Home » Cronaca » Inchiesta Miccichè, spunta il parcheggio Tuttolomondo: nel mirino i lavori su sbarre e sistemi di pagamento

Inchiesta Miccichè, spunta il parcheggio Tuttolomondo: nel mirino i lavori su sbarre e sistemi di pagamento

4 Novembre 2026
in Cronaca, evidenza
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Inchiesta Miccichè, spunta il parcheggio Tuttolomondo: nel mirino i lavori su sbarre e sistemi di pagamento

La Procura di Agrigento ipotizza corruzione, turbativa del procedimento di scelta del contraente e irregolarità nei subappalti. Gli accertamenti riguarderebbero la sostituzione degli impianti elettronici del parcheggio multipiano. Quattro gli indagati indicati nel decreto, tra cui l’ex sindaco Francesco Miccichè.

AGRIGENTO – L’inchiesta della Procura della Repubblica che coinvolge l’ex sindaco Francesco Miccichè riguarderebbe i lavori effettuati al parcheggio multipiano Gianni Tuttolomondo, la struttura comunale dove, dopo ripetuti problemi di funzionamento, si era reso necessario intervenire sul sistema di accesso e pagamento.

Le sbarre automatiche, il sistema di pagamento elettronico e le tessere utilizzate dagli automobilisti avevano manifestato diversi malfunzionamenti. Dopo numerosi tentativi di riparazione, si era quindi proceduto alla sostituzione degli apparati. Sarebbero proprio gli affidamenti relativi a questi interventi a essere finiti sotto la lente degli investigatori.

A coordinare l’inchiesta è il sostituto procuratore Elettra Consoli. Nel decreto vengono indicati quattro indagati: Francesco Miccichè, Salvatore Alaimo, Patrizia Lisci e Antonio Plescia.

Le ipotesi di corruzione e turbativa

Nei confronti di Miccichè, Salvatore Alaimo e Patrizia Lisci vengono ipotizzati, in concorso, i reati di turbativa del procedimento amministrativo diretto alla scelta del contraente e corruzione per l’esercizio della funzione.

Per Miccichè e Salvatore Alaimo compare inoltre una contestazione relativa alla normativa sui subappalti, formulata anche nei confronti di Antonio Plescia.

L’attenzione degli inquirenti si concentra sulle modalità con cui sarebbero stati affidati i lavori e sui rapporti tra i soggetti coinvolti.

Nel provvedimento la Procura fa riferimento a presunti «scambi illeciti», agli affidamenti relativi agli appalti e al successivo subappalto.

In particolare, viene richiamato un affidamento diretto ottenuto da Salvatore Alaimo e un successivo subappalto a favore di Antonio Plescia, che gli investigatori ritengono illecito.

Le intercettazioni e i lavori conclusi a giugno

Gli accertamenti riguardano un periodo che parte dal dicembre 2024. I primi contatti intercettati richiamati negli atti risalgono al 12 novembre 2025, mentre le ultime conversazioni menzionate sono del giugno 2026.

Proprio nel giugno scorso, secondo quanto riportato nel provvedimento, i lavori del parcheggio erano stati completati.

Un altro elemento viene evidenziato dagli investigatori: al momento del deposito dell’informativa richiamata negli atti, i pagamenti nei confronti di Salvatore Alaimo non risultavano ancora completati.

La Procura ritiene necessario approfondire anche i rapporti precedenti alle conversazioni intercettate e verificare se le comunicazioni tra i soggetti coinvolti siano proseguite successivamente.

I telefoni cellulari al centro delle verifiche

Per ricostruire i rapporti tra gli indagati, la Procura ha disposto perquisizioni e attività di acquisizione della documentazione, con particolare attenzione ai dispositivi elettronici.

L’obiettivo è verificare l’esistenza, la frequenza, la cronologia e il contenuto delle comunicazioni relative agli affidamenti, alle eventuali utilità e al successivo subappalto.

Gli investigatori cercano messaggi, e-mail, fotografie, documenti e altri dati informatici che possano contribuire a chiarire i rapporti tra le persone coinvolte.

Secondo il magistrato, la documentazione amministrativa già acquisita e le conversazioni intercettate non sarebbero sufficienti, da sole, a ricostruire integralmente la vicenda.

Le indagini sono ancora in corso

Resta da accertare quali siano state le singole condotte contestate e se vi siano state effettive irregolarità nelle procedure di affidamento e nell’esecuzione dei lavori.

I malfunzionamenti che avevano reso necessaria la sostituzione degli impianti costituiscono il contesto dell’intervento, ma non dimostrano, di per sé, alcun illecito.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte alle verifiche previste dalla legge. Per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Leggi anche: Agrigento, Miccichè indagato: «Sono sereno, mai commesso illeciti»

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