CALTANISSETTA – Un albo online nato per raccogliere candidature e curriculum, trasformato – secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta – in uno degli strumenti finiti sotto la lente degli investigatori nell’ambito delle indagini sul Cefpas. È uno dei passaggi che emergono dall’inchiesta che sta scuotendo la politica siciliana e che trova spazio sulle pagine del quotidiano La Sicilia.
Al centro della vicenda c’è il cosiddetto “albo dei collaboratori” del Cefpas, l’ente di formazione sanitaria della Regione Siciliana. Formalmente uno strumento aperto a chiunque volesse proporre la propria candidatura per collaborazioni professionali. Secondo gli investigatori, tuttavia, attorno a quel sistema si sarebbe sviluppata una rete di segnalazioni e sponsorizzazioni che oggi costituisce uno degli aspetti oggetto di approfondimento.
Tra i passaggi riportati nell’articolo vi è una frase attribuita all’ex deputato regionale del Partito Democratico Giuseppe Arancio: «A Gesù Cristo dopo che mi dicisti», espressione che farebbe riferimento all’elevato numero di nominativi inseriti nell’albo.
Secondo quanto emerge dagli atti, tra le persone ascoltate dagli investigatori figura anche l’ex parlamentare regionale Michela Sanfilippo, che ha ricostruito il funzionamento della procedura di iscrizione, definendola aperta a tutti. La stessa avrebbe sostenuto di non avere avuto alcun ruolo nelle successive procedure di selezione o assunzione.
L’inchiesta, tuttavia, va oltre il semplice meccanismo di iscrizione. Gli investigatori contestano infatti l’esistenza di una rete di rapporti e influenze che avrebbe inciso sulle procedure di selezione e sulle collaborazioni all’interno dell’ente. Tra gli indagati figura anche l’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, che ha annunciato le proprie dimissioni dall’incarico.
Nell’ordinanza vengono inoltre richiamati episodi relativi alla gestione di convenzioni tra Asp e Cefpas e ai rapporti tra dirigenti, amministratori pubblici e politica. Un quadro che la Procura di Caltanissetta ritiene meritevole di approfondimento e che dovrà ora essere valutato nelle sedi giudiziarie competenti.
Sul fronte politico la vicenda sta già producendo conseguenze. Il Partito Democratico ha annunciato iniziative parlamentari per fare luce sulla gestione dell’ente e sui criteri adottati per incarichi e collaborazioni.
Le contestazioni della Procura sono al momento oggetto di indagine e dovranno essere verificate nel corso dell’iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza delle persone coinvolte. Leggi anche: Capodieci lascia l’Asp: dimissioni dopo l’inchiesta Cefpas
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