Giuseppe Capodieci non è più alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Il direttore generale ha rassegnato le proprie dimissioni dopo il polverone sollevato dall’inchiesta Cefpas, coordinata dalla Procura di Caltanissetta, che lo vede indagato per l’ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. La Procura ha chiesto misure cautelari per alcuni indagati; la decisione spetterà al giudice dopo gli interrogatori preventivi.
Secondo l’impianto accusatorio, Capodieci avrebbe asservito le proprie funzioni pubbliche per favorire gli interessi del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto. Al centro dell’indagine c’è una convenzione tra l’Asp di Agrigento e il Cefpas, che per gli inquirenti sarebbe servita ad agevolare il trasferimento ad Agrigento della moglie del parlamentare regionale.
La decisione sarebbe stata anticipata stamattina a funzionari e dirigenti dell’azienda sanitaria e poi formalizzata con una delibera in fase di pubblicazione, destinata anche al Governo regionale. Nella stessa mattinata Capodieci avrebbe accusato un lieve malessere ed è stato visitato dal reparto di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio, prima di tornare al proprio posto per definire gli ultimi atti.
Il passo indietro arriva alla vigilia degli interrogatori preventivi, passaggio decisivo dell’inchiesta. Resta fermo, per tutti gli indagati, il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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