Un legame virtuoso tra produttori e consumatori per non mettere in tavola farina di insetti e carne sintetica

Creare un forte connubio tra il produttore e il consumatore per evitare che, in un prossimo futuro, sulle nostre tavole possano esserci cibi sintetici come, ad esempio, carne sintetica e farina di insetti. Se ne è discusso questa mattina, nella sala “Fazello” del museo “Griffo”, durante il secondo seminario del progetto Demetra, finanziato dall’Assessorato Agricoltura – PSR Sicilia Misura 10.2.a., che, oltre a relatori di alto livello, ha coinvolto un gruppo di studenti del liceo delle Scienze umane “Raffaello Politi”, sul tema “Biodiversità coltivata e multifunzionalità: prospettive di mercato e valore sociale”
“Costruire comunità intorno al cibo è un interesse e un valore trasversale che coinvolge tutti – afferma Lillo Alaimo Di Loro, funzionario del Parco Valle dei Templi e coordinatore del progetto Demetra – Ci si interroga sul quale sarà il futuro del cibo di domani sul quale si affacciano cibo sintetico, carne sintetica, farine di insetti, … Partire dalla biodiversità coltivata per recuperare il valore del cibo è di fondamentale importanza per tutti. Costruire comunità come luogo di scambio del cibo tra chi produce e chi lo consuma è importante. Siamo tutti interessati a partecipare a questo percorso di costruzione. Come Parco Valle dei Templi cerchiamo di farlo esplorando le ragioni scientifiche e tecniche, spiegando che il modo migliore per risolvere e affrontare le grandi emergenze è comprendere il valore del cibo e approntare sistemi sostenibili: dalla biodiversità coltivata e naturale, dalla variabilità di possibilità alimentare che ogni specie offre. Solo comprendendo la biodiversità possiamo rispondere al presente e ai possibili cambiamenti futuri ambientali”.
Durante il seminario si è discusso di dieta mediterranea quale “modello culturale che fa riferimento al cibo della nostra tradizione e si ricollega alla biodiversità, basandosi sui cibi che hanno un basso impatto con l’ambiente e non modificano la nostra terra” ha spiegato Maria Laura La Vecchia, biologa nutrizionista, mentre, come detto da Francesco Sottile, docente di Biodiversità e qualità del sistema agroalimentare – Unipa e responsabile scientifico del progetto, la “tutela della biodiversità passa da un approccio coerente da parte dei consumatori, non si conserva con la realizzazione di campi e banche per evitare l’estinzione, ma attraverso un modello e un legame virtuoso tra produttori e consumatori”. La biodiversità, inevitabilmente, si collega agli ambiti politico e commerciale chiamati a risolvere i “problemi che riguardano la perdita di suolo, la massificazione dei prodotti, il ruolo della grande distribuzione” ha sottolineato Giovanni Dara Guccione, del Crea PB Palermo “seguendo un solo obiettivo: sostenere le piccole e medie aziende. Questo, sicuramente, diventerà prioritario per la futura politica agricola, che partirà dal 1° gennaio 2023”.
Il Parco Valle dei Templi, con il suo museo del mandorlo, è un esempio di biodiversità che va “valorizzata – ha detto Giuseppe Barbera, ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree Unipa – Occorre proseguire lungo questo percorso perché il territorio e la Valle dei Templi hanno bisogno di mandorle e mandorli che ne accrescano la ricchezza produttiva e la bellezza”. In prima linea nella salvaguardia della biodiversità, c’è Convivalia, la start up “innovativa che persegue l’obiettivo di portare avanti l’ideologia della filiera corta organizzata – ha sostenuto l’amministratore di Convivalia srl SB e dottore forestale – cercando di accorciare la

distribuzione dei prodotti tagliando i passaggi che assorbono l’85 per cento del valore di mercato del prodotto”.
Dopo la sessione mattutina dei lavori si è svolta la tavola rotonda sul tema “Organizzazioni agricole, gli Ordini professionali, gli operatori turistici, gli operatori del settore agroalimentare” seguita dal networking buffet con i prodotti agroalimentari della Valle dei Templi. Prevista nel pomeriggio la sessione dei lavori sul tema: “Valore sociale del progetto Demetra: Costruire la comunità del cibo”.