Un anno fa moriva Giacomo La Russa, fondatore di Ceramiche La Russa. A dodici mesi dalla sua scomparsa, il modo più autentico per ricordarlo è guardare ciò che ha lasciato soprattutto nelle persone che lo hanno conosciuto: la famiglia, gli amici, i collaboratori e quanti, negli anni, hanno incrociato il suo cammino.
Ci sono persone che lasciano il segno per quello che hanno costruito e altre che vengono ricordate soprattutto per il modo in cui lo hanno fatto. Giacomo La Russa apparteneva a entrambe le categorie.
Era partito da un sogno, trasformato con il lavoro in un’impresa alla quale ha dedicato una parte importante della sua vita. Ma chi lo ha conosciuto sa che parlare soltanto dell’imprenditore sarebbe riduttivo. Giacomo aveva fatto della correttezza, della disponibilità, della cortesia e del rispetto il suo modo di stare nel lavoro e, prima ancora, tra le persone.
Fornitori, tecnici, clienti, collaboratori hanno conosciuto negli anni quell’approccio. Rapporti professionali che spesso diventavano rapporti umani, costruiti sulla fiducia e su una stretta di mano.
Ma prima dell’imprenditore c’era naturalmente il padre, l’uomo di famiglia. Ed è proprio nella famiglia che il suo ricordo oggi assume il significato più profondo. Perché un anno può sembrare tanto nel calendario, ma è pochissimo quando viene a mancare una presenza che ha accompagnato una vita.
Il lavoro è stato una parte importante della storia di Giacomo, ma non può raccontarla tutta. Restano il suo carattere, i suoi gesti, le abitudini, le parole, gli insegnamenti e quella maniera di rapportarsi agli altri che chi gli è stato vicino continua inevitabilmente a riconoscere e a ricordare.
Un anno dopo, Giacomo continua a vivere soprattutto nella memoria della sua famiglia e nell’affetto di chi gli ha voluto bene.
Perché alla fine ciò che rimane di una persona non si misura soltanto in quello che ha realizzato, ma nel ricordo che ha saputo lasciare negli altri.
Ed è forse questo, nel primo anniversario della sua scomparsa, il modo più semplice e sincero per ricordare Giacomo La Russa.
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