Estradato in Italia, Gabriele Spiteri, 46 anni, il licatese coinvolto in un’inchiesta antimafia denominata “Extra Fines 2-Cleandro”, tra l’Italia e la Germania, che ha colpito il clan Rinzivillo di Gela, e soprattutto i suoi più stretti fiancheggiatori ed associati, quasi tutti agrigentini. L’uomo è accusato di associazione a delinquere, finalizzata al traffico internazionale di cocaina, dalla Germania alla Sicilia, precisamente nell’Agrigentino e nel Nisseno.

L’uomo, catturato a Colonia dove viveva, è stato consegnato alla frontiera alla polizia italiana. Subito dopo per il licatese si sono spalancate le porte del carcere di Frosinone. Avrebbe fatto arrivare nel comprensorio Licatese, e non solo “fiumi” di polvere bianca. A inchiodarlo anche le dichiarazioni di un pentito di mafia nisseno. Gabriele Spiteri (difeso dall’avvocato Angela Porcello), è ritenuto un personaggio di spicco.

Nel frattempo il Tribunale del Riesame di Roma ha rigettato il ricorso del fratello di Gabriele, Vincenzo Spiteri, anche lui arrestato nell’ambito della stessa operazione, e dopo l’estradizione, rinchiuso nel carcere di Rebibbia.

In terra tedesca c’era una “cellula” della mafia agrigentina e nissena capace di muovere ingenti flussi di droga, e denaro, con la complicità di un avvocato e di esponenti infedeli delle forze dell’ordine, che avevano stretto un patto scellerato con l’organizzazione criminale. Undici i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare.