La chiusura di un cerchio lungo oltre un decennio sembra finalmente a portata di mano. Le Terme di Sciacca, ferme da più di dieci anni a causa di una complessa e onerosa vicenda amministrativa e gestionale, compiono un passo decisivo verso la riapertura. Due operatori economici di rilievo nazionale e internazionale, Terme di Saturnia Spa e Massinelli & Partners Consulting Srl, hanno infatti presentato le proprie proposte di partenariato pubblico-privato in risposta all’avviso pubblicato dal Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana, con scadenza fissata al 13 aprile 2026.
La portata dell’investimento è di assoluto rilievo. Un’operazione finanziaria di questa dimensione raramente viene destinata a un singolo patrimonio pubblico siciliano. Per rendere l’avviso più competitivo e attrattivo rispetto ai precedenti tentativi andati deserti, il Governo Schifani ha introdotto condizioni strutturalmente diverse: la durata della concessione è stata estesa a 99 anni, così da garantire ai soggetti privati tempi adeguati per ammortizzare investimenti tanto significativi, e sono stati inoltre previsti margini di maggiore flessibilità sugli obblighi di spesa.
Il risultato conferma che la revisione delle condizioni era necessaria e che il “prodotto Sciacca” conserva un appeal reale sul mercato.
Confcommercio Agrigento e Federalberghi Agrigento accolgono con favore questo esito, pur mantenendo una posizione improntata al pragmatismo, nella consapevolezza che tra una manifestazione di interesse e l’apertura di un cantiere il percorso resta ancora lungo e non privo di insidie.
«Accogliamo con estremo favore la notizia delle due offerte pervenute — dichiara Giuseppe Caruana, presidente provinciale di Confcommercio Agrigento e della delegazione comunale di Sciacca — perché testimonia che il tessuto economico e termale del nostro territorio ha ancora una forza attrattiva intatta. Tuttavia, la nostra posizione resta quella del pragmatismo: questa è una manifestazione d’interesse, un primo passo fondamentale, ma non è ancora il traguardo. Restiamo con i piedi ben saldi a terra finché questa disponibilità non si tradurrà in un bando definitivo e, soprattutto, nell’avvio concreto dei lavori di rigenerazione. Le nostre imprese commerciali e dei servizi hanno bisogno di certezze temporali per programmare il proprio futuro».
Sulla stessa linea Francesco Picarella, presidente di Federalberghi Agrigento, che sottolinea la valenza strategica dell’operazione per l’intero comparto ricettivo provinciale.
«Vedere nomi di questo calibro interessati al nostro patrimonio termale è la conferma che la Sicilia può competere ai massimi livelli nel turismo del benessere. Il lavoro svolto dal Governo regionale per rendere l’avviso più appetibile è stato determinante. Ora, però, la commissione di valutazione deve procedere con celerità : Sciacca non può più permettersi docce fredde o rinvii. Il settore alberghiero è pronto a fare la propria parte, ma la riapertura delle terme è la condizione essenziale per destagionalizzare l’offerta e innalzare la qualità dei flussi turistici nella nostra provincia».
Le Terme di Sciacca non rappresentano una struttura accessoria. Sono, storicamente, uno dei cardini dell’economia locale, un’infrastruttura turistica con un potenziale bacino di richiamo su scala mediterranea. La loro chiusura prolungata ha prodotto un danno diretto e sistemico sull’intera economia provinciale: perdita di posti di lavoro qualificati, contrazione dei flussi di turismo salutistico, impoverimento dell’offerta ricettiva e conseguente stagnazione del commercio di prossimità .
In una prospettiva più ampia, la rigenerazione del polo termale di Sciacca non può essere letta come una vicenda localistica. Rappresenta, al contrario, un tassello strategico nel disegno di un hub turistico integrato capace di unire le risorse uniche della provincia: la straordinaria valenza culturale e archeologica della Valle dei Templi, la qualità delle coste e del mare agrigentino, la tradizione enogastronomica del territorio e, naturalmente, l’eccellenza del patrimonio idrotermale.
Restituire piena funzionalità alle Terme di Sciacca significa restituire alla comunità non soltanto un’infrastruttura turistica, ma un vero motore di sviluppo economico duraturo, un presidio occupazionale stabile e un segnale di fiducia istituzionale per un territorio che possiede tutte le risorse per tornare protagonista nel bacino del Mediterraneo.
Confcommercio Agrigento e Federalberghi Agrigento ribadiscono infine la propria disponibilità a contribuire attivamente a questo percorso, nell’interesse dell’intera comunità imprenditoriale della provincia, auspicando la massima celerità affinché questo promettente segnale di mercato possa tradursi al più presto in un cantiere reale, aperto e operativo.
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