Teatro Pirandello, Fiaccabrino resta fino a fine anno. Ma cosa significa un Cda riunito «in maniera informale»?
Alessandra Fiaccabrino resta fino a fine anno alla direzione generale della Fondazione Teatro Pirandello. Roberta Torre, invece, ha già salutato. Ma a sollevare qualche interrogativo, adesso, sono modalità e prospettive del nuovo corso della Fondazione.
A raccontare oggi un passaggio della nuova governance è La Sicilia, che riferisce di un Consiglio di amministrazione svoltosi nelle ore scorse «in maniera informale», nel corso del quale sarebbe stata affrontata la questione della direzione generale, con la decisione di prorogare fino alla fine dell’anno l’incarico di Alessandra Fiaccabrino.
Ed è proprio quell’espressione, «Cda informale», a lasciare qualche dubbio. Cosa significa esattamente? Una riunione del Consiglio di amministrazione è stata regolarmente convocata e ha assunto delle decisioni oppure si è trattato di un confronto informale tra i componenti, destinato successivamente a essere formalizzato? Una distinzione tutt’altro che secondaria quando si parla della governance di una Fondazione e del rinnovo di un incarico.
Il quotidiano riferisce infatti che l’ufficialità della proroga dovrebbe arrivare lunedì. Dunque la volontà gestionale appare definita: Fiaccabrino resterà alla direzione generale fino alla fine di dicembre. Resta da comprendere attraverso quale passaggio formale la decisione verrà perfezionata.
Più definito il capitolo della direzione artistica. Roberta Torre ha già salutato ieri Agrigento, annunciando la conclusione della propria esperienza e ricordando che la stagione 2026/2027 porta la sua firma.
Il nuovo presidente Osvaldo Lo Iacono, nelle prime indicazioni sul futuro del Teatro, ha parlato della volontà di introdurre novità e di un maggiore rapporto con il pubblico. Tra le idee indicate ci sarebbero anche momenti di confronto e talk legati agli spettacoli.
Ed è qui che qualche riflessione diventa inevitabile. Perché i talk con il pubblico al Teatro Pirandello non rappresentano una novità. Sono stati introdotti proprio durante la precedente gestione e Roberta Torre vi aveva puntato con convinzione, trasformandoli in uno degli elementi di rapporto diretto tra artisti e spettatori.
C’è poi il tema più importante: chi guiderà artisticamente il Teatro? Secondo le indiscrezioni raccolte da AgrigentoOggi, il nuovo Cda potrebbe non essere orientato alla nomina di un nuovo direttore artistico, ritenendo di poter seguire direttamente la linea artistica anche in considerazione delle professionalità presenti al suo interno. Al momento, però, su questo punto non è arrivata una comunicazione ufficiale.
E proprio la comunicazione continua a rappresentare uno degli elementi poco chiari di questa fase. Da settimane AgrigentoOggi prova a parlare con il presidente Osvaldo Lo Iacono per conoscere direttamente programmi e orientamenti della nuova governance, ma finora non è stato possibile farlo per i suoi impegni professionali fuori Agrigento.
A Roberta Torre, intanto, è arrivato il saluto dell’ex presidente del Cda Alessandro Patti. «È stato un enorme piacere conoscerti e lavorare intensamente al tuo fianco. Il tuo carisma, agevolato dalla notorietà e dal savoir-faire, ti ha fatto rapidamente entrare in simbiosi con la nostra città, che ti ha accolto a braccia aperte», scrive Patti.
L’ex presidente definisce Torre «un potente catalizzatore culturale», capace di «stuzzicare e risvegliare sensibilità artistiche note, meno note e sconosciute». E aggiunge: «I semi che hai piantato col Teatro Pirandello sono solidissimi, resistenti e caparbi e confido che riusciranno comunque a sopravvivere».
Poi il ringraziamento personale: «Grazie di tutto, col cuore». E un rimpianto, affidato all’ironia e alla comune passione per la musica: «Non esserci esibiti in duo, piano e voce. Chissà, forse un giorno, da qualche parte… Ad maiora!».
Nessuna parola pubblica, almeno fino a questo momento, è invece arrivata dall’attuale governance per salutare la direttrice artistica uscente e il lavoro svolto nell’ultimo anno.
Oggi, intanto, la campagna abbonamenti stenta a partire. E mentre si parla di nuovo corso, resta ancora da capire quale sarà davvero il modello artistico e gestionale del Teatro Pirandello.
Resta poi un dato: rinunciare a una direttrice artistica con l’esperienza, le idee e le relazioni di Roberta Torre rappresenta una scelta importante. Sarà il tempo a dire quale modello intenda costruire il nuovo Cda e se la scelta sarà quella di fare a meno della figura del direttore artistico.
Di Torre restano intanto una stagione 2026/2027 che porta la sua firma, il Pirandello Fringe Festival, i rapporti costruiti con artisti e pubblico e una capacità indiscutibile di dare al Teatro una risonanza anche nazionale.
Il Pirandello naturalmente andrà avanti. Ma un nuovo corso non deve necessariamente cancellare ciò che c’era prima. Può anche partire dalle cose che hanno funzionato, migliorarle e farle crescere.
E forse, in questa fase ancora segnata da diversi interrogativi e da una campagna abbonamenti che stenta a partire, sarebbe già un buon punto di partenza. Leggi anche: Teatro Pirandello, Roberta Torre saluta: «Si conclude il mio incarico»
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