Dalle malattie cardiovascolari alle disfunzioni internistiche, passando per aterosclerosi, diabete, obesità e ischemia cerebrale, fino alle patologie reumatologiche. Durante i due giorni di lavori del 46° congresso della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (Siapav), svoltosi all’hotel della Valle di Agrigento, specialisti provenienti da tutta la Sicilia hanno affrontato temi scientifici di rilevante interesse e ampio spazio è stato dedicato al V Simposio su “Il danno vascolare nelle malattie reumatologiche”
“L’incontro dedicato al danno vascolare nelle malattie reumatologiche – afferma Giuseppina Mira, direttore dell’UOC di Medicina interna al San Giovanni di Dio e componente del comitato scientifico del congresso – ha rappresentato un’importante occasione di confronto e aggiornamento, dal coinvolgimento vascolare e renale alle più recenti acquisizioni nell’ambito delle patologie reumatologiche. Particolarmente significativa anche la partecipazione dell’associazione dei malati reumatici, a testimonianza di come la figura del paziente rimanga sempre centrale nell’attività clinica e di ricerca”.
Il congresso ha affrontato la problematica vascolare nei suoi diversi aspetti, dalla Medicina alla Chirurgia, con particolare attenzione ai progressi terapeutici e agli approcci chirurgici meno invasivi. “Abbiamo compiuto importanti progressi nella conoscenza e nella cura delle patologie vascolari – spiega Santo Signorelli, presidente della sezione regionale Siapav – ma oggi la sfida fondamentale resta la prevenzione. Sovrappeso, obesità e condizioni metaboliche associate, come il diabete di tipo 2, rappresentano fattori da tenere sotto particolare attenzione. Fare prevenzione è il modo migliore per ridurre il problema e le sue conseguenze”.
Sull’integrazione tra Medicina e Chirurgia si sofferma Domenico Brunetto, chirurgo vascolare e componente del direttivo regionale Siapav e del comitato scientifico del congresso. “L’aspetto medico e quello chirurgico non devono essere considerati separatamente o in contrapposizione, ma in maniera integrata. Oggi la chirurgia si orienta verso procedure sempre più mininvasive e con un minore impatto sul paziente”. Centrale anche il tema dell’invecchiamento della popolazione e delle malattie croniche.
“Il 25 per cento della popolazione italiana è costituito da ultrasessantacinquenni e fra vent’anni si arriverà al 34 per cento – sottolinea Raffaele Elia, direttore sanitario dell’Asp di Agrigento – Aumentando la speranza di vita, aumentano inevitabilmente anche le malattie croniche. Dobbiamo quindi puntare su una sanità di iniziativa, capace di fare prevenzione ancora prima che la patologia si manifesti”. Spazio anche alle nuove prospettive della ricerca.
“Gli ormoni gastrointestinali sono più di uno, si stima siano circa venti, e utilizzandone solo due siamo riusciti a ottenere risultati eccellenti per la salute dei pazienti – afferma Salvatore Piro, direttore dell’UOC di Medicina interna all’ospedale Garibaldi Nesima di Catania e professore ordinario di Medicina interna all’Università di Catania – La scoperta e lo studio di quelli che ancora non conosciamo bene potranno offrire nuove risposte per la salute dei pazienti, non soltanto diabetici”.
“Il congresso – conclude Benedetta Stancanelli, già direttore dell’UOC di Medicina generale al Policlinico Rodolico di Catania e presidente regionale della Società Italiana di Medicina Interna – rappresenta un’importante occasione di confronto e di scambio di idee e proposte, sul piano scientifico e nella pratica clinica, contribuendo all’accrescimento delle conoscenze e alla condivisione delle novità”. Durante i lavori spazio anche alla cultura, con l’intervento dello storico e critico Beniamino Biondi su “Il patrimonio culturale e architettonico della città di Agrigento”.
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