“Stretta sul riscaldamento”, le date che interessano la provincia agrigentina 

Iriscaldamento si accende più tardi e si spegne prima, si tiene a un grado in meno per l’intera stagione invernale e rinunciamo a un’ora al giorno: sono le misure di risparmio energetico a cui saremo tenuti per l’inverno 2022-2023, contenuti nel decreto riduzione riscaldamento firmato ieri, 6 ottobre. In altre parole, è la stretta sul riscaldamento necessaria per ridurre i consumi di gas. Le misure rispondono alle direttive del piano nazionale messo a punto dal ministero della Transizione Ecologica, che fornisce anche i numeri sull’approvvigionamento alternativo per evitare eventuali shock causati dallo stop al gas russo.  I Comuni sono pronti a chiedere al prossimo governo 200 milioni da inserire nel dl Aiuti quater, e poi 800 milioni in legge di bilancio che potranno valere anche per il 2023 per le situazioni più critiche dei bilanci comunali. Ma intanto c’è il piano di riduzione dei consumi di gas naturale previsto dal Mite con il decreto che posticipa di 8 giorni la data di accensione dei termosifoni e anticipa di 7 giorni lo spegnimento. Date che variano a seconda delle sei zone climatiche individuate in Italia. La  zona A,  che include Lampedusa, Porto Empedocle, dall’8 dicembre al 7 marzo per 5 ore giornaliere; la zona B , Agrigento, Reggio Calabria, Messina e Trapani, dall’8 dicembre al 23 marzo per 7 ore giornaliere. La temperatura nelle abitazioni, che è fissata a 20 gradi per convenzione, dovrà scendere a 19. L’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha fornito al ministero le valutazioni per il risparmio energetico, pubblicherà un vademecum con le indicazioni essenziali per impostare correttamente la temperatura di riscaldamento che gli amministratori di condominio potranno rendere disponibile ai condomini. In presenza di «situazioni climatiche particolarmente severe», avverte il Mite, i Comuni possono autorizzare l’accensione degli impianti termici alimentati a gas anche al di fuori dei periodi indicati dal decreto, purché per una durata giornaliera ridotta». Per quanto riguarda la temperatura, dai 18 gradi per le attività industriali e artigianali il termostato scende a 17 mentre per altri ambienti si passa da 20 a 19 gradi.