Le parole di Irene Fucà e Giuseppe Riccobene raccontano una maggioranza che ha scoperto quanto sia difficile trasformare le aspettative in governo. E indicano il passaggio decisivo dei prossimi mesi: dalle intenzioni alle risposte.
C’è un elemento comune nelle due interviste che AgrigentoOggi ha realizzato: la consapevolezza che governare Agrigento sia molto più complesso di quanto potesse apparire prima di entrare a Palazzo dei Giganti.
Fucà lo racconta dal Consiglio comunale, dove ha trovato fascicoli complessi e un clima più teso del previsto. Riccobene lo affronta dal versante della Giunta, alle prese con acqua, rifiuti, cimiteri, competenze, risorse e problemi accumulati nel tempo.
Due prospettive diverse che finiscono per comporre la stessa fotografia: il cambiamento è iniziato, ma la sua realizzazione si sta rivelando più difficile del previsto.
I cento giorni dall’insediamento servono proprio a questo: non a emettere sentenze premature, ma a capire quale direzione abbia preso una nuova amministrazione e quali siano le difficoltà che ha incontrato.
Maddalusa, il problema oltre l’emergenza
La vicenda dell’acqua a Maddalusa è forse il caso più significativo.
L’amministrazione ha scelto la strada del confronto istituzionale e della richiesta di un parere legale all’ATI. Fucà considera il percorso intrapreso quello giusto. Riccobene precisa, però, che il parere ancora non c’è: è stata formulata una richiesta articolata e la soluzione strutturale resta da individuare.
Nel frattempo, il COC continua a rappresentare una risposta temporanea.
La questione, dunque, resta aperta. E racconta bene la difficoltà di trasformare un problema conosciuto da anni in una soluzione concreta.
Dalle responsabilità alle soluzioni
Riccobene pronuncia una frase che segna un punto preciso: «La responsabilità è nostra».
È un’affermazione importante perché sposta il baricentro del confronto. I problemi possono essere ereditati, le responsabilità possono essere distribuite nel tempo, ma chi governa deve misurarsi con ciò che accade oggi.
Lo stesso assessore indica, sul tema dei rifiuti, un criterio altrettanto netto: senza «significativi e tangibili passi in avanti», l’azione amministrativa perderebbe di significato.
Fucà, invece, indica alcuni obiettivi politici: Consulta giovanile, beni comuni, salario minimo comunale.
Su piani diversi, emerge la stessa esigenza: rendere visibile il cambiamento attraverso atti e risultati.
Le promesse tornano sul tavolo
È qui che le due interviste incontrano anche alcune delle questioni già emerse nel dibattito di questi mesi.
Il tema della distanza tra aspettative e realtà amministrativa, della complessità della macchina comunale e della necessità di passare dagli annunci alle soluzioni torna oggi nelle parole di chi amministra e di chi siede in Consiglio.
I cento giorni possono essere considerati una prima fotografia. Non ancora un bilancio, ma un momento nel quale cominciano a emergere gli impegni sui quali sarà possibile tornare nei prossimi mesi.
Quale futuro per Agrigento?
Fucà introduce poi una questione che va oltre le singole emergenze: «Siamo ancora pochi».
Parla dei giovani che tornano, della difficoltà di vivere ad Agrigento e della necessità di costruire un’economia che non sia soltanto turistica.
È una sfida più ampia della consiliatura e riguarda il modello di città che si vuole costruire.
Acqua, rifiuti e cimiteri sono le emergenze del presente. Lavoro, servizi, imprese e opportunità sono, invece, le condizioni per il futuro.
Ora contano le risposte
Le due interviste non consegnano un bilancio definitivo della Giunta Sodano. Mettono però in fila problemi ereditati, obiettivi e impegni.
Maddalusa attende una soluzione. I rifiuti una nuova impostazione. I cimiteri interventi concreti. I giovani risposte che vadano oltre gli slogan.
Ed è qui che si apre il vero confronto.
Da una parte ci sono i problemi ereditati, le difficoltà, i vincoli e il tempo necessario per affrontarli. Dall’altra ci sono le promesse, le aspettative dei cittadini e la necessità di vedere risultati.
La prima parte spiega perché cambiare sia difficile. La seconda dirà se, nonostante tutto, il cambiamento sarà davvero possibile.
Adesso comincia la verifica
Le parole di Fucà e Riccobene offrono elementi che, per molti aspetti, si inseriscono nel quadro già raccontato da AgrigentoOggi.it in questi primi mesi: un’amministrazione alle prese con problemi complessi, ancora in cerca del passo necessario per trasformare le aspettative in risultati.
Non è una sentenza sui primi cento giorni, né può esserlo. È piuttosto un punto di partenza.
La fase delle spiegazioni e del rodaggio è comprensibile. Ma ora, come riconosce lo stesso Riccobene, servono «significativi e tangibili passi in avanti».
Il resto lo diranno i fatti. E sarà su quelli che, nei prossimi mesi, torneremo a confrontarci con l’amministrazione e con la città.
AgrigentoOggi.it continuerà a raccontarlo con lo stesso criterio utilizzato finora: non contro Sodano, non a favore di Sodano, ma dalla parte dei fatti.
👇 LE DUE INTERVISTE
Giuseppe Riccobene – I primi 100 giorni
https://www.agrigentooggi.it/giuseppe-riccobene-100-giorni-sodano-agrigento/
Irene Fucà – I primi 100 giorni
https://www.agrigentooggi.it/irene-fuca-100-giorni-sodano-agrigento/
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