Non è più soltanto il caso Crosta. Non è più soltanto una delega revocata, una polemica tra esponenti politici o una contesa interna a questo o quel movimento. E non è nemmeno soltanto una questione di uomini e di poltrone. Il problema, ormai, è politico. Ed è davanti agli occhi di tutti.
In questi giorni sono arrivate prese di posizione che non possono essere liquidate come semplici schermaglie. Giorgio Bongiorno, Partito Liberaldemocratico, ha sostenuto che la revoca della delega a Crosta non sia sufficiente e ha chiesto al sindaco un passo indietro. Basilio Vella, già deputato regionale, ha chiesto di azzerare la Giunta e di aprire finalmente un confronto vero con la città, coinvolgendo competenze, professionisti e mondo produttivo.
Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader di Controcorrente, sul caso Crosta ha assunto una posizione durissima, arrivando a chiedere un passo indietro e a prendere politicamente le distanze da Crosta. E adesso interviene anche Cateno De Luca, leader di Sud Chiama Nord, schierandosi a sostegno di Sodano e riportando la vicenda dentro una partita politica che supera i confini di Agrigento.
Liberaldemocratici, un ex deputato regionale, Controcorrente, Sud Chiama Nord. Posizioni, storie e collocazioni politiche diverse. Ma mentre la politica si confronta, si scontra e si posiziona, Agrigento aspetta.
Aspetta risposte, servizi migliori e una gestione seria delle emergenze. Aspetta una visione sul turismo e sulla cultura. Aspetta una strategia per trasformare la Valle dei Templi e l’enorme patrimonio della città in sviluppo, lavoro e opportunità. Aspetta, soprattutto, una politica capace di guardare oltre la prossima polemica.
E allora diciamolo con chiarezza: il problema non è soltanto chi siede in Giunta. Il problema è capire se questa amministrazione abbia ancora un progetto politico per Agrigento.
Perché se per governare bastano comunicati, polemiche, difese d’ufficio e continui aggiustamenti, allora siamo davanti a qualcosa di molto più serio di una crisi di Giunta. Siamo davanti a una crisi di direzione politica.
E qui non servono alibi. Non serve nascondersi dietro le divisioni degli altri. Non serve trasformare ogni critica in un complotto. E soprattutto non serve aspettare che sia qualcun altro a decidere il futuro della nostra città.
La domanda che rivolgiamo al sindaco Michele Sodano è semplice: qual è la sua idea di Agrigento? Quali sono le priorità della sua amministrazione? Quale modello di sviluppo vuole costruire? Come intende rilanciare i servizi? Come vuole coinvolgere le competenze della città? E soprattutto: ritiene che questa squadra e questo metodo di governo siano ancora adeguati ad affrontare le sfide di Agrigento?
Non chiediamo slogan né dichiarazioni di circostanza. Chiediamo una risposta politica. Perché Agrigento non può continuare a essere spettatrice delle guerre politiche altrui. La città ha bisogno di un’amministrazione che governi, di una maggioranza che sappia assumersi le proprie responsabilità e di un sindaco che dica chiaramente ai cittadini dove vuole portarli.
Se il progetto c’è, lo si presenti. Se la squadra funziona, lo si dimostri. Se invece qualcosa non funziona, si abbia il coraggio di cambiarlo.
Sindaco Sodano, Agrigento non le chiede un’altra polemica. Le chiede una risposta: dove vuole portare questa città?
E, soprattutto, ha ancora una squadra e una maggioranza all’altezza di questo compito?
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