Il sindaco interviene all’insediamento del nuovo Consiglio comunale: “La maggioranza è del centrodestra, scelgano una guida autorevole. La situazione del Comune non è delle migliori, ma adesso bisogna lavorare insieme”.
AGRIGENTO – «Agrigento ha bisogno di una grande compattezza e di una grande unità». È questo il messaggio che il sindaco Michele Sodano ha rivolto al nuovo Consiglio comunale nel giorno dell’insediamento della nuova consiliatura, lanciando un appello alla collaborazione tra maggioranza e opposizione.
Sodano ha preso atto della composizione dell’Aula, ricordando come la maggioranza dei consiglieri appartenga al centrodestra.
«C’è da prendere atto di un dato – ha dichiarato – cioè che in questo Consiglio comunale c’è una maggioranza del centrodestra. Noi ci aspettiamo unità da parte loro, che sappiano consegnare alla città di Agrigento una persona in grado di operare con grande lungimiranza, una garanzia per tutta la città. Attendiamo quindi l’esito delle votazioni».
Il primo cittadino ha quindi ribadito la volontà dell’amministrazione di mettere da parte le appartenenze politiche per affrontare insieme le sfide che attendono il Comune.
«Agrigento ha bisogno di una grande compattezza e di una grande unità. Noi non lavoreremo in base alle indicazioni dei partiti: lasceremo i partiti a casa e lavoreremo tutti insieme per il bene di Agrigento».
Sodano ha anche tracciato un primo bilancio delle sue prime settimane alla guida di Palazzo dei Giganti, parlando di una situazione amministrativa complessa.
«In queste prime due settimane ho fotografato la situazione del Comune e devo dire che non è delle migliori. Non lo dico per puntare il dito contro qualcuno, ma per dire all’intero Consiglio comunale che adesso c’è un nuovo pezzo di strada da percorrere insieme e va fatto assolutamente insieme».
Infine l’appello conclusivo rivolto a tutti i consiglieri comunali.
«Occorre rilanciare il ruolo del Consiglio comunale e il suo lavoro in prospettiva per il futuro di Agrigento. Faccio un appello all’unità nell’interesse collettivo: è quello che oggi la città ci chiede ed è quello che, come amministrazione, chiediamo al Consiglio comunale».
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