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Home » Top » Sodano promette il cambiamento, ma spuntano le conferme

Sodano promette il cambiamento, ma spuntano le conferme

15 Settembre 2026
in Top, Politica, Teatro
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Dal Pirandello a Palazzo dei Giganti: dove finisce il cambiamento di Sodano?

Il nuovo Cda del Pirandello c’è, ma il rinnovamento annunciato dal sindaco sembra essersi fermato ai vertici. Torre rilancia il progetto del Teatro di produzione, mentre restano da sciogliere i nodi della direzione generale e artistica. E fuori dal Teatro, tra incarichi e nuovi equilibri istituzionali, aumentano gli interrogativi sulla discontinuità promessa.

AGRIGENTO – Il cambiamento al Teatro Pirandello, almeno per il momento, non sembra stare nei nomi. Il nuovo Consiglio di amministrazione voluto dal sindaco Michele Sodano si è insediato, ha eletto Osvaldo Lo Iacono presidente e Giulio Cinque vicepresidente, ma adesso arriva la parte più difficile: capire fin dove arriverà realmente quel «rinnovamento profondo» annunciato dal primo cittadino.

Con la cessazione del precedente Cda, lo Statuto ha fatto cessare anche l’incarico della direttrice generale Alessandra Fiaccabrino e, insieme a quello del DG, quello della direttrice artistica Roberta Torre. Entrambe possono essere riconfermate. Ma proprio per questo le prossime decisioni saranno indicative: il vecchio Cda è uscito di scena dopo essere stato investito dalle durissime parole di Sodano sulle logiche di spartizione politica e sui «terreni di rendita», mentre sulle figure operative scelte dalla precedente governance, almeno finora, non si registrano decisioni definitive.

Nel frattempo è proprio Roberta Torre a rilanciare. In un’intervista pubblicata oggi da La Sicilia, la direttrice artistica indica un obiettivo ambizioso: trasformare il Pirandello in un Teatro di produzione, con una compagnia stabile di giovani attori agrigentini, lavoro qualificato, accesso ai finanziamenti ministeriali e comunitari e l’ingresso nei circuiti dei grandi teatri italiani. Torre ricorda inoltre il lavoro avviato per costruire un rapporto con differenti pubblici e sostiene che, al suo arrivo, il Teatro avesse bisogno di iniziare un percorso di dialogo con la città.

Progetti ambiziosi e certamente interessanti. Ma politicamente fanno emergere una domanda: dove si fermerà il cambiamento di Sodano? Perché se il nuovo Cda dovesse riconfermare Fiaccabrino e Torre, significherebbe mantenere due delle figure centrali individuate dalla governance precedente. Una scelta perfettamente legittima e magari motivata dalla qualità del lavoro svolto, ma che inevitabilmente ridimensionerebbe l’idea di una cesura netta con il passato.

Qualche interrogativo lo ha già sollevato anche l’elezione di Giulio Cinque alla vicepresidenza della Fondazione. Cinque è il componente indicato dalla Regione Siciliana, riconducibile istituzionalmente alla scelta del presidente Renato Schifani, e faceva già parte del precedente Cda. La sua presenza nel Consiglio non dipende dunque da Sodano; la scelta di affidargli la vicepresidenza, invece, è stata compiuta dal nuovo Cda. Un passaggio che negli ambienti politici non è passato inosservato.

E il ragionamento sul cambiamento ormai supera i confini del Teatro. A Palazzo dei Giganti Giovanni Civiltà, esponente di Forza Italia, è stato confermato alla presidenza del Consiglio comunale, mentre la vicepresidenza dell’Aula è andata a Marco Vullo dell’MPA. Proprio Vullo, assessore nella precedente amministrazione Miccichè, era stato duramente contestato da Ismaele La Vardera dopo che il suo nome era comparso negli atti di un’inchiesta relativa al clan di Villaseta. La Vardera aveva chiesto pubblicamente chiarimenti e una presa di posizione dell’allora sindaco. È bene ricordare che la presenza di un nome negli atti di un’indagine non equivale, naturalmente, all’accertamento di responsabilità.

C’è poi il nodo della segreteria generale del Comune. Sodano potrebbe confermare l’attuale segretaria generale, nominata durante l’amministrazione di Franco Miccichè. Anche qui una conferma può essere determinata esclusivamente da valutazioni professionali e amministrative. Ma sommata alle altre scelte contribuirebbe inevitabilmente ad alimentare il dibattito su quale significato concreto debba assumere la parola “cambiamento”.

E allora il punto non è pretendere che Sodano sostituisca chiunque abbia ricoperto un incarico prima del suo arrivo. Cambiare non significa necessariamente azzerare. Se una professionalità funziona, confermarla può essere perfino la scelta più coerente con il principio del merito rivendicato dallo stesso sindaco. Ma proprio per questo occorre spiegare quale sia il criterio: cosa apparteneva alle «vecchie logiche» da superare e cosa, invece, merita di essere conservato?

Osvaldo Lo Iacono ha detto di essere stato chiamato per portare avanti un progetto di cambiamento. Adesso quel progetto dovrà prendere forma. Lui e Cinque sono i due componenti del Cda che risiedono ad Agrigento, mentre Maricetta Lombardo, Giuseppe Innocente e Silvia Giambrone risiedono fuori città. Anche questa composizione sarà giudicata non sulla provenienza geografica dei consiglieri, ma sulla capacità del nuovo organismo di essere presente e incidere concretamente sulla vita del Teatro.

Il 72 per cento degli agrigentini ha scelto Michele Sodano chiedendo una svolta. Nessuno può pretendere che questa si realizzi in tre mesi né che cambiamento significhi cancellare tutto ciò che esisteva prima. Ma dopo gli annunci arriva inevitabilmente il momento delle scelte.

Al Teatro Pirandello, nella direzione generale e artistica, come a Palazzo dei Giganti. Perché il cambiamento non si misura dal numero delle persone sostituite. Si misura dalla differenza tra il metodo che si è criticato e quello che si decide di praticare. Leggi anche: Segretario generale, Sodano al bivio

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