Sicilia verso le elezioni: ridda di nomi e pareri diversi

-di Diego Acquisto

Nulla è ancora ufficialmente deciso, ma pare sicuro che le elezioni regionali si terranno alla scadenza naturale,  verso la fine del prossimo ottobre.

Dovrà essere  eletto il Presidente della Regione e rinnovata l’Assemblea, che dovrebbe stavolta essere composta non più da 90 ma da 70 deputati.

In un nostro precedente servizio abbiamo  parlato di possibili candidature alla Presidenza della Regione, come  quella del notaio Andrea Bartoli, fondatore a Favara della Farm Cultural Park, della  sindaca di Lampedusa Giusy Nicolini, della possibile riconferma dell’attuale presidente Rosario Crocetta, di Davide Faraone, di Nello Musumeci, di Fabrizio Ferrandelli.

 I nomi alla ribalta e che fanno discutere in questo momento sono però solo quelli di Faraone, Crocetta e Bartoli. Quest’ultimo, in verità, a

differenza degli altri, solo perché richiesto da più parti in numerosi e spontanei post sul web. Andrea Bartoli, amico personale di Beppe Grillo, risiede a Favara dove  ha formato famiglia e fondato Farm Cultural Park, ormai nota in tutto il mondo.

A parte Davide Faraone, il più autorevole rappresentante del PD in Sicilia,  il nome che in questo momento sicuramente  però  fa più chiasso è quello di Crocetta.  Il quale, partendo dall’esperienza del Megafono,  adesso con l’ambizione di un “Super-Megafono”,  ha lanciato un nuovo contenitore, a suo dire, di tanti movimenti, per inglobare spinte autonomistiche, pentastellate , “renziste”,  di circoli e  soggetti  sociali diversi. Insomma con diversi  sapori e tinte,  una vera e propria miscela  espressa anche nel nello slogan e simbolo  che ha coniato, con i colori del giallo e rosso che sono propri della bandiera della Sicilia, e con le nove stelle  quante le province, con il motto “Riparte Sicilia”  preceduto dall’hastag che fa pensare a quello, lanciato a suo tempo, da 

Matteo Renzi, “#Italiariparte”. Insomma, non manca proprio niente.

Tutte iniziative queste di Crocetta, che  aspirando ad ogni costo  ad essere riconfermato,   stanno  creando tanto malumore soprattutto nel PD, nel segretario regionale Raciti e ancora di più in Faraone;  e non sappiamo proprio quali saranno le conclusioni, quando ancora il Partito che si trova nella situazione che sappiamo dopo il Referendum  del 4 dicembre scorso, sta pensando al modo migliore per prepararsi alle elezioni,  puntando, ci pare, alle primarie per scegliere un candidato condiviso.

Sul nome di Bartoli registriamo invece tante sollecitazioni positive da più parti, con l’invito a rivedere  il suo rifiuto a candidarsi. A   dirgli che alla presidenza della Regione Sicilia,   lo vedrebbero benissimo, per la sua grinta, per le sue idee, per le sue iniziative. Scrivono che  potrebbe  rappresentare davvero un valore innovativo per la Sicilia, perché “ ne ha le qualità e le capacità”. 

Magari poi concludendo sconsolatamente, “che c’è chi rema contro anche all’interno dello stesso Movimento…e quindi bisogna  accontentarsi delle mezze cartucce, da qualsiasi partito provengano”.

Un intervento sul web che mi sento di riproporre perché particolarmente significativo a me sembra quello del prof. Salvatore Sorce che scrive: La Regione Sicilia è una terra posta ai margini dell’economia e dello sviluppo nel panorama nazionale, eppure, così ricca di risorse da fare invidia a qualunque lembo di terra presente sul nostro pianeta. Il più lungo perimetro di coste tra le regioni d’Italia ( turismo e pesca); clima temperato (agricoltura che si presta bene a molte coltivazioni); risorse naturali di vario tipo (dai sali minerali al petrolio); collocata al centro del mediterraneo (interscambi portuali ed aeroportuali); ricca di insediamenti archeologici (storia -cultura e tradizioni); potrei continuare ma mi fermo qui perché sono cose che già conosciamo. Una terra che sa coniugare il freddo intenso della neve con la lava che scotta; il dolce della Cassata

con l’acre succo delle arance candite; le arancine di riso, gli spaghetti alle vongole veraci, il panino con la milza e poi, e poi…. Mahhh, basta guardarla dall’alto per vedere le isole e i paesaggi di contorno e poter apprezzarne il valore della sua consistenza. Credo che sia una terra baciata da Dio che aspetta solo il suo Ulisse di ritorno che metta a posto le cose” .

E sintetizzando tutti gli interventi, viene da concludere che  questo Ulisse di ritorno nella sua Itaca,  fa pensare non solo  a Penelope con la “tela ingannatrice”, ma soprattutto anche alla terribile punizione dei Proci per il loro comportamento  volgare, offensivo e dilapidatore dei beni del regno.

Questo Ulisse per la Sicilia, non ne fa mistero il prof. Sorce,  potrebbe benissimo essere “Andrea Bartoli” o, in subordine, viene subito da dire,  comunque   uno come lui,  capace di valorizzare tutte le risorse della Sicilia. Però con una squadra in grado di fronteggiare tutti i “cavilli” e le lentezze della burocrazia isolana, con i vari  comportamenti

negativi, di cui non hanno mancato di parlare ufficialmente anche i Vescovi.

Comportamenti da colpire e correggere con tempestività da parte di una  politica con la P maiuscola. Una politica capace di  premiare solo quegli “esperti”  che sanno tradurre effettivamente in pratica, nel più breve tempo possibile, le indicazioni politiche, espresse in leggi coraggiosamente innovative.

 Una politica davvero nuova che non cerchi  vie di fuga dalla cruda realtà di una terra che soffre e geme nelle doglie di un auspicabile, finalmente positivo parto. Una politica dei fatti e non parolaia,   in grado di capire che poi tutti i guasti della burocrazia ricadono sempre sulla politica, giudicata debole o incapace, se non connivente.

Diego Acquisto