Scala il Cervino e arriva in vetta: impresa per un’agrigentina

Parti di notte verso una meta che conosci solo da lontano e che la prima volta che l’hai vista, te ne sei innamorata“. Agrigentina sulla vetta del Cervino.

In dodici ore andata e ritorno dalla terza vetta più alta d’Italia.

Carla Dulcetta20622865_10155387105185482_176686006_oDa San Leone alla vetta più alta del Cervino. L’agrigentina Carla Dulcetta, ha compiuto un’impresa sportiva non da poco, scalando la montagna delle Alpi, considerata, la terza vetta italiana per altitudine. Dopo tanto allenamento è arrivata a toccare quota 4478 metri sul livello del mare. Niente male per una donna cresciuta sulle rive della frazione balneare di Agrigento. Trasferitasi a Parma, dove lavora in uno studio notarile,  è cresciuta nella Città dei templi dove ha frequentato il Liceo Leonardo.
La mia passione per la montagna – spiega – nasce dagli sci che ho poi dovuto mettere da parte a causa di un infortunio”
Ma nel frattempo Carla si era già  innamorata del monte Cervino, che ha deciso di scalare.
Volevo raggiungere la vetta – dice – ma bisognava arrivarci per gradi, così ho iniziato con la mia prima arrampicata, a mano a mano che salivo sentivo il desiderio di spingermi sempre oltre“.
Il suo primo 4.000 mt è stato sul Monte Breithorn; lo scorso anno è arrivata sulla vetta di Capanna Margherita 4500 mt del Monte Rosa, in Val D’Aosta. “Prima di capire che ero pronta per il Cervino, ho toccato anche la vetta del Dente del Gigante Monte Bianco un mese e mezzo addietro“.

Oggi è uno dei giorni più belli della mia vita, è stato un cammino di mente, cuore, gambe e braccia. Oggi ho scalato il Cervino, “il più nobile scoglio d’Europa”, per me la montagna più bella del mondo.

Per raggiungere il Cervino ha dovuto attendere più del previsto però, anche a causa delle condizioni meteo.
Poi ieri sono partita di notte in compagnia della mia guida – racconta Carla –  con lampada frontale, da quota 2800, abbiamo camminato fino a che non siamo arrivati in cima. In totale 12 ore da andata e ritorno. Appena ho toccato la croce ho iniziato a piangere per l’emozione, che credo sia stata una delle più grandi della mia vita. Non è stato semplice tranquillizzare mio marito, che era molto preoccupato. L’ho chiamato al cellulare dalla Cima del Cervino, mi ha risposto richiamami quando sarai tornata in paese“. Tutti gli altri, Carla, li ha avvisati solo a cosa fatta, non voleva stessero in ansia. Prossimo obiettivo la traversata dei Lyskamm. L’amore di Carla per la montagna continua. (DV)