Il palo abbattuto dall’impatto con alcuni tubi è ancora lì. Inclinato e, soprattutto, ancora acceso. Attorno, intanto, proseguono gli scavi per la rete fognaria che interessano da almeno cinque settimane una delle zone più frequentate di San Leone, tra locali, gelaterie, passeggio e il piazzale Giglia, ogni giorno attraversato anche da famiglie con bambini.
Cinque settimane possono sembrare tante per una città “normale”. Ad Agrigento, invece, tutto sembra poter diventare ordinario: un cantiere che si prolunga, un palo danneggiato che resta acceso e cittadini e commercianti costretti ad abituarsi.
Naturalmente, l’amministrazione comunale può ricordare di essersi insediata da appena cento giorni, di avere ereditato situazioni critiche e che reti idrica e fognaria non sono direttamente di competenza del Comune. Tutto vero. Ma amministrare una città non significa soltanto intervenire su ciò che appartiene formalmente al proprio settore: significa anche sollecitare, vigilare, pretendere tempi certi dagli enti competenti e tutelare sicurezza, decoro e vivibilità degli spazi pubblici.
E allora, parafrasando una celebre frase, forse ad Agrigento bisogna rovesciare la domanda: non chiediamoci cosa possa fare la Giunta Sodano per noi. Chiediamoci quanto tempo dovrà ancora passare prima di vedere quel cambiamento che è stato promesso alla città.
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