Don Giuseppe Lentini replica all’appello di Calogero Sodano sul lancio del pane: «Il pane non si butta, si dona a chi ha fame». La posizione del Santuario di San Calogero.
Non si è fatta attendere la risposta della Chiesa all’appello lanciato dall’ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano, che aveva chiesto di ripristinare il tradizionale lancio del pane durante la processione di San Calogero, sostenendo che rappresenti una delle espressioni più autentiche della devozione popolare.
A replicare è don Giuseppe Lentini, vicerettore del Santuario di San Calogero, intervenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti. Il rettore, don Gerlando Montalampo, è infatti a Lampedusa insieme al clero dell’arcidiocesi in occasione della visita di Papa Leone XIV.
«Buttare il pane è sempre un peccato – ha affermato don Lentini – perché c’è gente che muore di fame. Noi dobbiamo onorare San Calogero nel modo giusto e il pane non si butta: il pane si dà da mangiare a chi ha fame».
Il sacerdote ha ricordato anche l’origine storica della tradizione.
«Il lancio del pane nasce da un voto dei portatori che digiunavano durante la processione e ricevevano il pane benedetto da mangiare. Oggi quel gesto non ha più lo stesso significato perché i portatori non vivono più quella condizione».
Per la Chiesa, dunque, il valore simbolico della tradizione resta immutato, ma va reinterpretato alla luce dei tempi.
«Oggi quel pane può diventare un gesto concreto di carità: prepararlo, farlo benedire e distribuirlo a chi ne ha bisogno, alle mense della Caritas, ai poveri, a chi vive nella sofferenza o non può raggiungere il Santuario».
Don Lentini ha poi rivolto un appello ai fedeli affinché collaborino al buon svolgimento dei festeggiamenti. Anche quest’anno, infatti, il Santuario è interessato dai lavori della Soprintendenza e, come già avvenuto lo scorso anno, le celebrazioni si svolgeranno in Basilica mentre l’uscita del simulacro avverrà dal Santuario, circostanza che richiederà particolare attenzione nell’organizzazione dei flussi dei fedeli.
La posizione espressa dalla Chiesa si pone quindi in netto contrasto con quella sostenuta da Sodano, che aveva invitato il vescovo a incoraggiare il ritorno del lancio del pane come simbolo identitario della festa. Per il Santuario, invece, la tradizione conserva il suo significato soltanto se il pane diventa condivisione e solidarietà verso chi è nel bisogno, più che un gesto rituale lungo il percorso della processione. Leggi anche: San Calogero, Sodano: «Ripristiniamo il lancio del pane, è l’anima della festa»
Nel frattempo, Calogero Sodano ha precisato che anche quest’anno manterrà fede alla sua idea di valorizzare la tradizione coniugandola con la solidarietà. Una parte del pane che farà preparare sarà infatti destinata alla Mensa della Solidarietà e ad altre realtà di volontariato cittadine, mentre la restante sarà distribuita lungo il percorso della processione, nel rispetto di quella che considera una delle tradizioni più autentiche della festa di San Calogero.
L’ex sindaco ha inoltre ricordato di essere stato, durante il suo mandato amministrativo, a introdurre ufficialmente la partecipazione del sindaco, con la fascia tricolore, alla processione serale del Santo, accompagnandolo lungo il percorso. Infine ha replicato alle polemiche nate sui social network, sostenendo che molte delle critiche provengono da persone che, a suo dire, «parlano senza conoscere davvero la storia della festa e delle sue tradizioni, e forse non vi hanno mai partecipato».
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