Gibellina, la luce di Vincenzo Nucci dialoga con il Grande Cretto: inaugurazione della mostra “Nella luce meridiana”
Sarà inaugurata sabato 11 luglio alle ore 19 nell’ex Chiesa di Santa Caterina di Gibellina Vecchia, a pochi passi dal Grande Cretto di Alberto Burri, la mostra personale del pittore Vincenzo Nucci, intitolata Nella luce meridiana. Un’esposizione che si inserisce in uno dei luoghi più evocativi della Sicilia, dove arte, memoria e paesaggio si fondono in un racconto capace di attraversare il tempo.
L’allestimento propone un intenso confronto tra due linguaggi artistici profondamente diversi ma accomunati dalla capacità di interrogare la storia. Da una parte il Grande Cretto, monumentale opera di Alberto Burri, che custodisce il ricordo della città distrutta dal terremoto del Belice attraverso una distesa di cemento che ricalca l’antico impianto urbano; dall’altra la pittura di Vincenzo Nucci, caratterizzata da una luce intensa e vibrante che sembra nascere direttamente dalla materia del paesaggio mediterraneo.
La mostra invita il visitatore a compiere un percorso non soltanto visivo, ma anche interiore. Il candore essenziale del Cretto incontra le atmosfere calde e avvolgenti delle tele di Nucci, creando un dialogo nel quale la luce diventa elemento simbolico, capace di trasformarsi in memoria, speranza e rinascita. Non una semplice rappresentazione della natura, ma una riflessione sul potere rigenerativo dell’arte e sulla possibilità di restituire vita ai luoghi segnati dal dolore.
In questo contesto, la figura di Vincenzo Nucci emerge come quella di un artista che affida alla pittura il compito di custodire una bellezza senza tempo, facendo della luce il linguaggio attraverso cui ricomporre le ferite della storia e restituire nuova energia al paesaggio e alla memoria collettiva.
All’inaugurazione interverranno i curatori della mostra Aldo Gerbino e Tanino Bonifacio, che accompagneranno il pubblico nella lettura del progetto espositivo e del dialogo instaurato tra le opere di Nucci e uno dei simboli più potenti dell’arte contemporanea italiana.
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