Ignoti hanno rubato il pannello in acciaio con il nome del giudice beato Rosario Livatino dal giardino dei Giusti all’interno della villa comunale Stefano Saetta a Canicattì. A denunciare l’accaduto è stato il sindaco Vincenzo Corbo che parla di un atto “vile e oltraggioso che colpisce uno dei luoghi più significativi della nostra comunità”. Il primo cittadino ha spiegato di essersi accorto personalmente della sottrazione questa mattina, sabato 25 aprile, durante un sopralluogo nella villa. “Ho verificato che il pannello recante il nome del Beato Rosario Livatino è stato rimosso da ignoti. Ho immediatamente informato le Forze dell’Ordine, che sono intervenute con immediatezza, al fine di acquisire ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti e all’identificazione dei responsabili di questo atto ignobile”.
“Strappare da quel giardino simbolico la foglia ove è inscritto il nome del Beato Rosario Livatino significa colpire non solo un simbolo, ma il cuore stesso della nostra comunità – continua il sindaco di Canicattì -. Non si tratta di un gesto vandalico qualunque. Chi ha compiuto questo atto ha scelto deliberatamente di profanare la memoria di un Beato, primo magistrato nella storia della Chiesa cattolica ad essere beatificato, di un uomo che ha dedicato ogni giorno della sua vita allo Stato e ai valori più alti della convivenza civile. Ha scelto di colpire un luogo che è stato pensato per ricordare alle generazioni future che il Bene è possibile, che il sacrificio ha un senso, che la legalità non è una parola vuota”.
“Un atto del genere non può e non deve restare impunito: la comunità di Canicattì — città che porta nel cuore il nome e l’esempio del Beato Livatino — non si lascia intimidire e non dimentica. Il pannello in corten sarà ripristinato. Il nome del Beato Rosario Livatino continuerà a brillare in quel giardino – conclude Corbo -, come ha continuato a brillare per oltre trentacinque anni nella coscienza di chi crede nella Giustizia”.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
