Il Gip del Tribunale di Agrigento, ha dichiarato lo stato di latitanza nei confronti del quarantunenne di Cattolica Eraclea irreperibile dallo scorso 24 giugno dopo un “permesso” di mezza giornata con cui era stato autorizzato a recarsi da solo e senza scorta presso una comunità terapeutica per la cura di tossicodipendenti di Santa Margherita Belice. Nella struttura dove è stato sottoposto agli arresti domiciliari non si è mai presentato, e sottraendosi alla successiva misura della custodia cautelare in carcere, rimasta ineseguita per irreperibilità .
Il giudice, nel provvedimento, richiama le ricerche negative svolte dai carabinieri e dall’amministrazione penitenziaria, ritenendo la condotta «chiaramente volontaria». Il quarantunenne stava scontando in carcere la pena a 4 anni e 6 mesi di reclusione per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Ma in cella c’è rimasto poco. Il giudice accogliendo le tesi proposte dal legale difensore, l’avvocato Monica Malogioglio, aveva sostituito il carcere con gli arresti domiciliari nella comunità di Santa Margherita Belice.
Tuttavia, il giorno della scarcerazione, l’imputato è stato prelevato dalla compagna e durante il tragitto ha fatto perdere le proprie tracce rendendosi irreperibile, unitamente alla donna. Senza esito ad oggi ricerche e perquisizioni delle forze dell’ordine. Quindi è stato diramato un ordine di rintraccio del fuggitivo su tutto il territorio nazionale. E’ ovvio che dovrà essere vagliata la posizione della compagna e di tutti coloro che hanno favorito la latitanza del cattolicese.
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