La medicina riabilitativa torna al centro del dibattito scientifico con il convegno “La riabilitazione è multidisciplinarietà: cronicità e riabilitazione”, organizzato dall’Uoc di Medicina fisica e riabilitativa del San Giovanni di Dio di Agrigento, diretto da Fausto Crapanzano che è anche responsabile scientifico del convegno. Un appuntamento atteso che quest’anno ha registrato una partecipazione straordinaria: la sala dell’hotel della Valle era gremita e l’attenzione del pubblico è rimasta alta per l’intera durata dei lavori. Un successo che conferma quanto il tema sia sentito tra gli operatori sanitari, chiamati sempre più spesso a confrontarsi con pazienti complessi e con la necessità di integrare competenze diverse in un unico percorso di cura.
“La riabilitazione – afferma il dottore Crapanzano – è fondamentale perché migliora le performance, le abitudini e l’assistenza sociale dei pazienti, rendendoli meno dipendenti e più autonomi. L’integrazione tra diverse tipologie di cure permette risultati migliori in tempi più brevi. Il congresso ha approfondito proprio questo tema, affrontando sia l’integrazione delle cure cliniche, sia il miglioramento dell’assistenza. Nella seconda giornata dei lavori si è discusso di patologie, organizzazione sanitaria e collaborazione tra medico di famiglia, medico ospedaliero e Case di comunità, con particolare attenzione al futuro del sistema sanitario e alla gestione integrata dei pazienti, soprattutto cronici, nel presente e nel futuro”.
Nel corso dei lavori sono emersi anche altri importanti contributi: Giuseppe Tulumello, direttore dell’Uoc di Ortopedia e traumatologia al San Giovanni di Dio, ha sottolineato l’importanza “del valore del dialogo quotidiano tra chirurghi, fisiatri e fisioterapisti per garantire continuità ed efficacia al percorso post-operatorio. Collaborazione quotidiana – ha rimarcato – che avviene tra le unità operative del San Giovanni di Dio portando a risultati molto positivi”. Presente al convegno anche Raffaele Elia, direttore sanitario dell’Asp, che ha richiamato l’attenzione “sull’invecchiamento della popolazione, con il 27 per cento di over 65 e una maggiore aspettativa di vita e sulla necessità di modelli multidisciplinari centrati sul paziente” mentre Sergio Salomone, specialista ortopedico e componente del Consiglio nazionale della Siommms, ha ribadito “l’importanza della collaborazione tra specialisti per il successo dei trattamenti”.
Durante il suo intervento, Maria Giovanna Randisi, direttore dell’Uoc di Neurologia al San Giovanni di Dio, ha illustrato “la complessità di patologie come il Parkinson, che richiedono una rete multiprofessionale” sottolineando come “la maggior parte delle patologie neurologiche richieda un percorso riabilitativo integrato”. La multidisciplinarietà è stata oggetto dell’intervento di Rosario Ciraulo, dirigente medico Uoc Medicina fisica e riabilitativa al San Giovanni di Dio, che ha ribadito “il ruolo dell’equipe multiprofessionale nel seguire il paziente dall’ospedale fino alla continuità assistenziale domiciliare, ambulatoriale o di day hospital, garantendo la continuità del progetto riabilitativo”.
“Il convegno – ha aggiunto Calogero Corsello, specialista ortopedico – è diventato un appuntamento annuale organizzato dal dottor Crapanzano, al quale viene riconosciuto il merito di promuovere congressi molto interessanti e sempre molto partecipati, riscuotendo un grande successo”.

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