Certificazione di malattia, invalidità civile e applicazione della Legge 104: un ambito complesso che richiede competenze tecniche, responsabilità e consapevolezza del ruolo sociale del medico. Sono questi i temi discussi questa mattina, al Dioscuri Bay Palace di San Leone, durante il convegno “Appropriatezza e responsabilità nella certificazione medica: aspetti normativi, deontologici e medico‑legali”, promosso dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento, che ha coinvolto i medici di Medicina generale e i professionisti dell’Asp e dell’Inps.
“Abbiamo sentito l’esigenza di promuovere questo incontro sulla certificazione – afferma Santo Pitruzzella, presidente Omceo Agrigento – perché è un bisogno della classe medica, considerato quanto sia importante conoscere a fondo tutti gli aspetti medico legali per non incappare in errori e dare tranquillità ai pazienti e alla nostra incolumità legale. Sono certo che il contributo di oggi è utile per affrontare con maggiore consapevolezza e sicurezza queste importanti responsabilità”.
Nel corso dei lavori, Vito Renato Maggio, responsabile del Centro medico legale dell’Inps, ha illustrato il nuovo percorso del primo certificato introduttivo per l’invalidità civile, spiegando che oggi il medico certificatore “invia direttamente all’Inps tutta la documentazione necessaria” passaggio, questo, che consente di costruire “un progetto di vita personalizzato per ogni persona con disabilità”. Angelo Argento, direttore di Medicina legale dell’Asp di Agrigento, invece, ha richiamato l’attenzione sul valore giuridico del certificato medico, ricordando che si tratta di “un documento ufficiale, scritto e firmato dal medico” che riporta patologie e, quando previsto, la prognosi. Un atto che richiede “precisione, responsabilità e piena consapevolezza delle implicazioni medico‑legali”.
Infine, Carmelo Graceffa, medico di Medicina generale, ha evidenziato come l’ambito della certificazione sia “molto vasto e spesso complesso” e come il confronto tra colleghi abbia permesso di “chiarire numerosi dubbi interpretativi” rafforzando le competenze nella pratica quotidiana con ricadute positive “sulla qualità dell’assistenza offerta ai pazienti”.
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