Il sindaco di Licata, Pino Galanti, insieme al suo esperto Ivan Marchese, interviene sulla scelta, di altri, di cedere alla comunitĂ di Gela alcune reliquie di Sant’Angelo, patrono della cittĂ . Giovedì sera alcune reliquie di Sant’Angelo, Santo Patrono di Licata, sono state consegnate alla ComunitĂ di Gela. “Decisioni come questa – è il commento del sindaco Pino Galanti – vengono prese senza tenere conto del Comune di Licata, ma soprattutto senza considerare ciò che avrebbe voluto la comunitĂ dei fedeli per il Santo Patrono. In un momento difficilissimo, segnato dalla gravissima crisi economica, provocata dalla pandemia, che affligge oggi i nostri concittadini, non possono essere minati i valori fondanti che tengono unita una comunitĂ , e tra questi Sant’Angelo, con atti che possono finire per turbare la serenitĂ dei fedeli”. “Noi siamo sempre stati disponibili – aggiunge il sindaco – al dialogo, ma simili situazioni non mortificano solo il Comune come proprietario, ma principalmente la ComunitĂ licatese. Io sono il primo cittadino, e perciò chiamato a difendere la comunitĂ , ed anche in questo caso dimostrerò di essere pronto a farlo ad ogni costo, portando avanti battaglie che, probabilmente, tanti si sarebbero riservati di mettere da parte”. “Per me – conclude il sindaco di Licata – questa non è una battaglia per tutelare la proprietĂ , ma per garantire la serenitĂ della mia comunità ”. “Condivido pienamente – è il commento di Ivan Marchese, esperto del sindaco per le questioni che riguardano il Santo Patrono – l’operato del sindaco, che ho sempre apprezzato per il coraggio e la determinazione nel tutelare un bene storico e antropologico come Sant’Angelo. Ma soprattutto per avere lavorato in silenzio, al fine di non turbare la sacralitĂ e la spiritualitĂ dell’evento”
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