Referendum Giustizia, Zicari: “Che se ne parli nei consigli comunali”

“Mi unisco alla richiesta del Presidente della Camera Penale di Agrigento e chiedo ai Presidenti dei Consigli Comunali, in particolare al mio, ed a tutti i colleghi consiglieri comunali, di calendarizzare un consiglio comunale aperto, (ad Agrigento ai sensi dell’articolo 56 del regolamento), per parlare del referendum sulla giustizia che si terrà il prossimo 12 giugno.” Oltre ad occuparci delle tematiche amministrative, come faremo a breve, praticamente dedicando un’intera seduta alla trattazione della gestione della frazione balneare, è mia ferma opinione che, in ossequio al nostro ruolo, dobbiamo occuparci di tematiche politiche di interesse generale. Pertanto, ritengo di fondamentale importanza discutere, con l’aiuto dei colleghi avvocati della camera penale, dei quesiti referendari. I Consigli Comunali sono pubblici, vengono registrati in diretta streaming facilmente reperibile sul sito istituzionale del Comune, quindi sono un mezzo idoneo e accreditato per fare informazione. Nello specifico il 12 Giugno come cittadini siamo chiamati ad esprimerci su 5 quesiti. Ogni quesito è autonomo, quindi non è obbligatorio votare sì a tutto o no a tutto. Quasi tutti i partiti politici (tranne m5s e parte del pd) hanno preso posizione per il Sì. I quesiti referendari, per sommi capi, sono i seguenti: riforma del Csm: se vince il sì, i magistrati potranno candidarsi al Csm senza bisogno di raccogliere firme per la lista, quindi semplifica l’accesso al Csm per tutti i Magistrati.  Equa valutazione dei Magistrati: se vince il sì anche gli avvocati e i professori universitari già membri del Consigli Giudiziari, potranno esprimere parere sulla valutazione dei Magistrati. Separazione delle carriere: se vince il sì i Magistrati dovranno scegliere o la carriera da inquirente/requirente (pubblico ministero) o da giudicante (magistrato). Limite agli abusi della custodia cautelare: se vince il sì, la custodia cautelare potrà essere disposta solamente per pericolo di fuga o rischio inquinamento probatorio.  Abolizione del decreto Severino: se vince il sì verrà abolito il decreto Severino. Io personalmente voterò sì a 3 quesiti referendiari, no all’abolizione del decreto Severino e sono ancora  in dubbio sulla custodia cautelare ma propendo per il sì. Ad ogni modo è importante andare a votare ed esprimersi, è importante sensibilizzare Governo, Parlamento, Ordini Professionali, Associazioni di categoria, società civile, ad aprire un dibattito sulla giustizia, e pretendere riforme profonde e  strutturali che portino ad un equo processo e ad un diritto più “giusto”.