Margot e Ariel, i Golden Retriever che portano serenità ai pazienti oncologici
Due angeli a quattro zampe che portano serenità dove la sfida contro la malattia si fa più difficile. Al reparto di Radioterapia dell’ospedale di Agrigento, Margot e Ariel, due Golden Retriever, aiutano i pazienti oncologici ad affrontare con maggiore tranquillità l’attesa delle cure.
Da oltre un anno sono le protagoniste del progetto “Un sorriso a quattro zampe”, promosso dall’Asp di Agrigento in collaborazione con l’associazione Pet Rainbow di San Giovanni Gemini. Un’iniziativa che punta a rendere più umano il percorso terapeutico attraverso gli interventi assistiti con gli animali.
«Vogliamo mettere il paziente al centro non solo dal punto di vista clinico, ma anche umano e psicologico», spiega il direttore dell’Unità operativa di Radioterapia, Giuseppe Bono. «L’attesa delle cure è spesso un momento fatto di paura, speranza e incertezza. Creare una condizione di benessere significa abbattere le barriere tra operatore sanitario e paziente. Abbiamo visto persone arrivare in sala d’attesa con ansia e affrontare il percorso fino al bunker della radioterapia con uno spirito completamente diverso».
Secondo il primario, il progetto si inserisce in un più ampio percorso di umanizzazione delle cure già avviato nel reparto. «Dalla campana della vittoria ai murales, dai pannelli fotografici alla musica in sala d’attesa, ogni iniziativa nasce con l’obiettivo di far sentire il paziente accolto. Dopo i risultati della giornata pilota dello scorso anno abbiamo proposto di rendere stabile il progetto e l’Asp lo ha sostenuto con entusiasmo».
A raccontare il valore dell’iniziativa è anche Laura Sorce, presidente dell’associazione Pet Rainbow. «Il dottore Bono ci ha chiesto di aiutarlo a rispondere ai bisogni emotivi dei pazienti. I nostri animali diventano un ponte affettivo, un catalizzatore di emozioni. Abbiamo visto persone inizialmente diffidenti sciogliersi davanti alle nostre cagnoline, ritrovando un sorriso e la voglia di condividere».
Sorce sottolinea come non si tratti di semplici visite con gli animali, ma di attività regolamentate. «Gli interventi assistiti con gli animali prevedono un’équipe multidisciplinare e cani certificati e idonei. Nulla è lasciato all’improvvisazione. L’obiettivo è aiutare i pazienti a rompere il silenzio e le emozioni negative che spesso accompagnano l’attesa delle terapie».
Accanto alla presenza di Margot e Ariel, il progetto comprende anche una “scatola delle emozioni”, dove i pazienti possono lasciare pensieri anonimi, e un “filo dei ricordi”, sul quale vengono appese le fotografie scattate durante gli incontri, creando un percorso simbolico che accompagna fino al bunker della radioterapia.
Il bilancio, dopo oltre un anno di attività, è più che positivo. «Questo progetto – conclude Bono – ha migliorato il benessere dei pazienti ma anche quello degli operatori sanitari. In un reparto oncologico non ci prendiamo cura soltanto della malattia, ma della persona e delle sue emozioni. E anche un cane può diventare parte di questo percorso di cura».
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp