Fortitudo : Quelle critiche che sanno d’inevitabile effetto

-di Mimmo Fontana

Mimmo FontanaPer carità, la pallacanestro ad Agrigento ha una lunga tradizione che risale ai tempi in cui la domenica si giocava al campo di Villa Garbaldi, quando ancora non era stato costruito nemmeno il Pala Nicosia. Una tradizione che ha avuto momenti di fulgore come negli anni del derby di B2 con Porto Empedocle. Ma era lo sport di poche centinaia di appassionati, lo sport delle classi più agiate che non era mai riuscito a uscire da quella nicchia. Grazie al progetto portato avanti negli ultimi anni dalla società del presidente Moncada, oggi parliamo di qualcos’altro che va ben oltre il risultato sportivo. E ciò, nonostante anche quest’ultimo migliori di anno in anno.

Fanno benissimo Ciani, Mayer e i giocatori a sottolineare di avere già ottenuto anche quest’anno il migliore risultato di sempre per la pallacanestro agrigentina, bisogna però avere la maturità di incasellare correttamente, e senza strascichi, anche le critiche raccolte nelle fasi più difficili della regalar season, considerato che anche queste hanno un loro posto in uno sport che ad Agrigento è ormai diventato “popolare“.

Quelle critiche sono cioè l’inevitabile effetto dell’importanza sociale assunta dalla Fortitudo. Per questo Ciani e i suoi ragazzi devono essere orgogliosi anche delle critiche, a prescindere dalla loro fondatezza. Anche perché ancora più dolci appaiono se affiancate alla crescita di una comunità di tifosi sempre più ampia che da anni ha ormai adottato la squadra come si fa in una famiglia. Una famiglia che prova a far sentire a casa tanto i “vecchi” quanto gli ultimi arrivati, ma che è stata anche capace di seguire, numerosa e calorosa, la squadra in alcune importanti trasferte come sono state quelle di Trapani così come la sconfitta di Bologna nell’ultima coppa Italia.

Per questo dobbiamo essere tutti consapevoli di ciò che sta avvenendo ad Agrigento: una squadra che proponendosi come modello di impegno e orgoglio per la comunità è ormai diventata una realtà consolidata del basket italiano; una città che grazie alla sua capacità di accogliere sta diventando una meta ambita per atleti e tecnici che cercano al contempo risultati sportivi e qualità della vita.

A tutti sarebbe piaciuto raggiungere la promozione nella massima serie al primo tentativo, ma è certamente più importante far crescere un intero movimento piuttosto che cogliere un risultato estemporaneo (miracoloso?) che può sparire con la stessa velocità con cui è arrivato. Per questo dobbiamo finalmente imparare a considerare la finale con Torino del 2015 non come un punto d’arrivo rispetto al quale misurare ogni partita della Fortitudo ma come un passaggio entusiasmante di un percorso di maturazione che ci ha consentito in questi anni di vedere partite di grande intensità e bellezza. Anche quest’anno la Fortitudo ci ha regalato i play off. Speriamo di andare quanto più avanti possibile per divertirci e fare esperienza tutti insieme: squadra e pubblico. Comunque vada, sarà stata un’altra bellissima stagione per la pallacanestro agrigentina.

Mimmo Fontana