Quattro anni fa la visita-lampo di Papa Francesco a Lampedusa

Sono trascorsi quattro anni dalla visita-lampo di Papa Francesco a Lampedusa

Proprio come oggi 8 luglio 2013  Papa Francesco ha visitato Lampedusa, prima sua visita fuori Roma, avendo iniziato il suo servizio petrino alla Chiesa universale nel marzo precedente.

Lampedusa, sicuramente scelta in coerenza alla sua visione pastorale di privilegiare le periferie. E quale periferia più drammaticamente attuale di Lampedusa, che per la sua strategica posizione geografica, ormai da diversi anni, era diventata  la terra di approdo di migliaia di profughi provenienti dal vicino continente africano, disperati e in cerca di una vita dignitosa in Italia,  e  ancora di più col desiderio di raggiungere subito dopo varie parti nel resto dell’Europa.

 Ed in quella visita di poche ore trascorse a Lampedusa, accolto dal nostro arcivescovo don Franco Montenegro, dal Sindaco Giusy Nicolini e dal Parroco don Stefano Nastasi, Papa Francesco ha lanciato un messaggio moto forte ai potenti della terra, contro il rischio della globalizzazione dell’indifferenza, e quindi contro  una politica incapace di cogliere la gravità del problema-immigrazione.

A  quattro anni di distanza è lecito fare un bilancio e porsi degli interrogativi sul problema immigrazione, anche alla luce degli eventi e delle prese di posizione degli ultimi giorni.

Un compito arduo questo, o comunque  certamente  non facile, ma  che oggi nessuna persona responsabile, anche in relazione al ruolo che ha, può eludere e trascurare. Anche perché il dibattito politico in corso allarma non pochi, sia a livello interno in Italia, sia a livello più ampio perché l’Europa rischia di giocarsi la sua credibilità e lo stesso suo futuro.

Ma ritorniamo a  quattro anni fa ! A porre allora il problema-immigrazione a Lampedusa e forse sicuramente a determinare la scelta del Papa, pare che non ci debbano essere dubbi ad affermare che sia stato il Parroco del tempo don Stefano Nastasi. Il quale a pochi giorni dalla conclusione del conclave,  indirizzava a Papa Francesco una lettera in data 19 marzo, giorno in cui  Egli, dopo l’elezione del 13 marzo precedente,  iniziava ufficialmente  il suo ministero come vescovo di Roma e quindi come Papa per la Chiesa universale.

Riprendiamo e riproponiamo alla riflessione il passaggio fondamentale con cui il Parroco Nastasi già da due lustri Parroco di Lampedusa,  ha posto il problema a   Papa Francesco, invitandolo a visitare l’isola “Cuore del Mediterraneo,  e crocevia di popoli….disperati.

“Mi piace pensare che le lacrime dei suoi occhi, sgorgate nel momento dell’“elezione”, incrocino le lacrime di ogni uomo e ogni donna che si trascina negli angoli della terra, tra le miserie della storia e la fatica di ogni giorno. Forse anche le sue lacrime Santità, sono in parte quelle di chi, figlio di migranti in una terra lontana, ritorna nella culla delle sue origini. Le sue lacrime, non sono solo sue, sono anche le nostre; sono le lacrime di chi, vivendo su quest’isola, si misura con la corsa quotidiana nella dimensione dell’essere ultimi geograficamente, ma primi nella solidarietà, nella condivisione con chi, povero tra poveri, vive l’estremo disagio del niente o del tutto ormai perduto: la Patria, la Famiglia, la Dignità, il Nome”.

Diego Acquisto