Pronto soccorso di Agrigento «al collasso», la FISI denuncia: «Due medici per turno, sicurezza e strutture inadeguate»
Il sindacato scrive ai vertici dell’Asp e alla Regione: ambulanze costrette a fermarsi a 200 metri, accessi senza filtro, climatizzazione malfunzionante e personale ridotto ai minimi termini
Due medici per turno per gestire il flusso dei pazienti, ambulanze costrette a fermarsi a circa 200 metri dal Pronto soccorso, accessi che consentirebbero di raggiungere l’area senza adeguati filtri, porte di sicurezza con maniglie rotte e una sala d’attesa alle prese con problemi di climatizzazione e condizioni igienico-ambientali giudicate insufficienti.
È il quadro denunciato dalla FISI, Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali, sulla situazione del Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
La Segreteria provinciale, attraverso il commissario Manuel Gianco Samaritano, ha inviato una segnalazione urgente ai vertici dell’Asp di Agrigento, all’Assessorato regionale alla Salute e alle autorità competenti chiedendo «l’adozione con assoluta urgenza di tutti i provvedimenti necessari».
«Tre ingressi esterni e accessi senza filtro»
Uno dei primi problemi sollevati riguarda la sicurezza del personale sanitario e degli stessi utenti.
Secondo la FISI, la presenza di tre ingressi esterni e di diversi accessi attraverso le scale interne consentirebbe di raggiungere l’area di primo soccorso senza un adeguato filtro.
Il sindacato segnala inoltre che le maniglie delle porte di sicurezza della zona triage e dell’area medica sarebbero rotte da oltre un anno.
Una situazione che, sostiene la FISI, contribuirebbe ad aumentare l’esposizione di medici, infermieri e personale di vigilanza ad aggressioni, minacce e momenti di forte tensione, con la necessità in diversi casi di richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Ambulanze a 200 metri dal Pronto soccorso
Altro punto critico riguarda l’accesso delle ambulanze.
Il cantiere esterno destinato alla nuova area di arrivo dei mezzi di soccorso, denuncia il sindacato, non sarebbe ancora completato.
I mezzi sarebbero così costretti a fermarsi nei pressi della pista dell’elisoccorso, a una distanza indicata dalla FISI in circa 200 metri dal Pronto soccorso.
Una condizione che, secondo il sindacato, rischia di incidere negativamente sulla tempestività degli interventi, soprattutto nei casi più gravi.
«Sala d’attesa con temperature elevate»
Nella segnalazione vengono evidenziate anche le condizioni della sala d’attesa.
La FISI parla di scarse condizioni igieniche e temperature elevate, attribuite al malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione.
Una situazione particolarmente problematica durante il periodo estivo e in un ambiente frequentato quotidianamente da un elevato numero di pazienti e accompagnatori.
«Soltanto due medici per turno»
Ma è soprattutto la carenza di personale a preoccupare il sindacato.
Secondo quanto denunciato, l’organico di medici e infermieri sarebbe ormai «ridotto ai minimi termini» e il flusso dei pazienti del capoluogo verrebbe spesso gestito da soli due medici per turno.
La FISI ritiene indispensabile la presenza di un terzo medico, soprattutto per la gestione dei codici rossi e delle emergenze più gravi.
La carenza di personale, sostiene inoltre il sindacato, provocherebbe un aumento dei tempi di attesa e un forte sovraccarico per gli operatori. Le lunghe attese contribuirebbero poi ad alimentare tensioni tra utenti e personale, fino a sfociare, in alcuni casi, in episodi di aggressività.
La FISI chiede interventi immediati
«È fondamentale tutelare con urgenza il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e la sicurezza sul lavoro regolata dal decreto legislativo 81/2008», sottolinea il sindacato.
La FISI chiede quindi alle istituzioni un riscontro immediato sulle misure che si intendono adottare per affrontare le criticità segnalate, riservandosi ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori e dei cittadini.
Una denuncia che arriva a pochi giorni dall’insediamento del nuovo commissario dell’Asp di Agrigento, Alessandro Delle Donne, che tra gli obiettivi della sua gestione ha indicato proprio la necessità di trasformare investimenti e risorse in servizi migliori, percorsi assistenziali più rapidi e maggiore qualità delle cure.
Adesso sul tavolo della nuova governance dell’Asp arriva uno dei dossier più delicati: le condizioni del Pronto soccorso del principale ospedale della provincia.
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