Presunta truffa su accoglienza migranti, chiuse indagini su sei persone

Sono accusati di aver fraudolentemente ottenuto contributi e finanziamenti pubblici, derivanti da rette giornaliere per l’accoglienza di migranti, che sono state però “fittiziamente sostenute ed illecitamente fatturate” ai danni di numerosi enti pubblici, preposti all’erogazione dei contributi, nell’ambito dei progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, e il pubblico ministero Elenia Manno, hanno fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, l’atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, per le sei persone coinvolte su una presunta truffa ai danni dello Stato, attraverso la gestione illecita di centri di accoglienza per migranti, richiedenti asilo politico, gestiti dall’associazione culturale, la “Omnia Academy”, con sede a Favara.

Si tratta di Francesco Morgante, 52 anni; Anna Maria Nobile, 49 anni; Giovanni Giglia, 56 anni; Giuseppe Butticè, 57 anni; Alessandro Chianetta, 37 anni; tutti di Favara, e Massimo Accurso Tagano, 50 anni, di Agrigento.

Il 18 febbraio, a conclusione di un’indagine avviata nel 2015, i militari della Guardia di finanza di Agrigento, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Successivamente il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’obbligo di firma per Morgante, Giglia, Nobile e Butticè, e restituito i beni sequestrati al solo Accurso Tagano.