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Home » evidenza » Pratiche ferme da 5, 10 e 15 anni, La Vardera: «La Regione apra i cassetti»

Pratiche ferme da 5, 10 e 15 anni, La Vardera: «La Regione apra i cassetti»

12 Settembre 2026
in evidenza, Politica
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Il deputato regionale di ControCorrente sollecita la Regione a fare luce sui procedimenti pendenti da anni. Chiesta anche una relazione dettagliata sul caso dell’immobile di contrada Zingarello ad Agrigento: «Quindici anni di silenzio meritano una spiegazione».

PALERMO – Un’operazione di trasparenza sulle pratiche ferme da anni nelle Soprintendenze siciliane. È la richiesta avanzata dal deputato regionale Ismaele La Vardera, che ha chiesto formalmente alla Regione Siciliana di verificare tempi, responsabilità e modalità di gestione dei procedimenti ancora pendenti presso gli uffici dei Beni culturali. 

L’iniziativa prende spunto dal caso relativo a un immobile di contrada Zingarello, ad Agrigento, riconducibile all’ex vicesindaco Giovanni Crosta. Secondo quanto riferito da La Vardera, l’istanza risalirebbe al maggio 2011 e, dopo una richiesta di documentazione integrativa, sarebbe rimasta senza definizione fino al settembre 2026. 

Ma per il parlamentare il punto non è soltanto il singolo caso. La domanda è quante altre pratiche siano rimaste ferme per anni negli uffici regionali. La Vardera chiede quindi alla Regione di fornire il numero complessivo delle pratiche pendenti presso tutte le Soprintendenze siciliane, relative ad autorizzazioni, nulla osta, compatibilità paesaggistica e procedimenti collegati alle sanatorie. In particolare, vuole conoscere quante siano ferme da oltre 5, 10 e 15 anni. 

Tra le richieste anche il numero delle pratiche per le quali sono state richieste integrazioni mai prodotte e che, nonostante ciò, non siano state tempestivamente archiviate, dichiarate improcedibili o definite. Il deputato chiede inoltre di conoscere i tempi medi di conclusione dei procedimenti di ciascuna Soprintendenza, le direttive impartite dal Dipartimento regionale per evitare il protrarsi indefinito delle pratiche e le eventuali somme ancora da riscuotere in relazione a sanzioni, oblazioni e oneri. 

Una richiesta specifica riguarda proprio la pratica dell’immobile di contrada Zingarello. La Vardera sollecita una relazione completa sull’intero iter dal 2011 al settembre 2026, con l’indicazione degli atti compiuti, delle richieste di integrazione, degli eventuali solleciti, dei responsabili del procedimento e delle ragioni per cui la pratica non sarebbe stata definita prima. 

«Se ad Agrigento siamo davanti a un caso isolato, lo dimostrate con i dati. Se, invece, siamo davanti a un problema strutturale, allora intervenite», afferma La Vardera. Il parlamentare chiede inoltre che eventuali omissioni o responsabilità emergenti dagli atti vengano accertate nelle sedi competenti, senza formulare accuse preventive. 

Il timore espresso da La Vardera è che il caso possa rappresentare «la punta di un iceberg». Da qui la richiesta di una verifica complessiva che consenta di capire quante pratiche siano ancora bloccate e per quali ragioni.

«Una pubblica amministrazione non può ricordarsi di una pratica soltanto quando quella pratica diventa un caso mediatico», sostiene il deputato, che pone anche un interrogativo sulla coincidenza tra l’attenzione della stampa e la definizione del procedimento.

«Se è bastato un articolo di giornale per far muovere una pratica ferma da quindici anni, cosa serviva prima?», domanda La Vardera. 

Per il deputato, dunque, la questione va oltre il singolo episodio e riguarda il funzionamento della macchina amministrativa regionale. La richiesta alla Regione è chiara: aprire i fascicoli, fornire i dati e chiarire quante altre pratiche siano rimaste ferme per anni.

«Quindici anni di silenzio meritano una spiegazione», conclude La Vardera. Potrebbe interessarti anche: Crosta si dimette, La Vardera: «Lezione di coerenza all’Italia. Con Sodano avanti insieme»

Foto di Samantha Capitano

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