Sei consiglieri comunali e un assessore del Comune di Porto Empedocle sono finiti al centro di un’indagine della Procura di Agrigento per una presunta dichiarazione falsa sull’assenza di cause di incompatibilità con le cariche ricoperte.
La Procura ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai consiglieri Giancarlo Taormina e Concetta Sacco, all’ex assessore Vittorio Albano, all’assessore Giuseppe Iacono, all’attuale assessore e consigliere Salvatore Agrò e all’ex presidente del consiglio comunale Salvatore Iacono.
La vicenda, nata da un esposto, potrebbe approdare in tribunale. Il pubblico ministero Federica Rabajoli ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a sei persone, tra consiglieri comunali e un assessore, ipotizzando il reato di falso. Secondo l’impostazione accusatoria, gli amministratori avrebbero dichiarato di non trovarsi in situazioni tali da impedire loro di ricoprire l’incarico, nonostante l’esistenza di posizioni debitorie e, in alcuni casi, di contenziosi con il Comune.
L’inchiesta è partita nel 2023, dopo la presentazione di un esposto. Gli accertamenti sono stati svolti dai militari della guardia di finanza del comando provinciale di Agrigento e della tenenza di Porto Empedocle. Le verifiche hanno riguardato le posizioni debitorie degli amministratori. Sul piano amministrativo, l’ufficio ragioneria e la polizia municipale avevano passato al setaccio le singole posizioni. Uno dei consiglieri avrebbe chiarito subito la propria situazione, producendo documentazione dalla quale sarebbe emerso che, al momento dell’insediamento, non aveva pendenze. Un altro amministratore, invece, aveva sostenuto di avere già saldato i debiti contestati.
Le verifiche, però, non si erano fermate. Gli uffici comunali avevano deciso di approfondire la posizione e ai due consiglieri erano state concesse due settimane per presentare documenti o, se necessario, per rimuoverla. È stato a quel punto che sono entrati in scena i finanzieri della tenenza empedoclina. Gli investigatori hanno acquisito documenti e atti relativi alle posizioni degli amministratori e hanno ricostruito quanto dichiarato nelle verifiche. Da un accertamento nato in ambito politico-amministrativo, la vicenda è così passata sul terreno penale.
Per la Procura, le dichiarazioni rese dagli indagati non avrebbero rappresentato la situazione reale. Le contestazioni ora saranno valutate nel procedimento e gli indagati potranno fornire la propria versione.
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