Dal rapporto tra i centri periferici e i centri di riferimento pediatrici alle urgenze passando per due sfide attuali che toccano i nervi scoperti dell’adolescenza e dell’uso dell’Intelligenza artificiale. Nella splendida cornice della sala congressi dell’ex convento San Francesco, a Sciacca, ieri pomeriggio si sono aperti i lavori delle “Giornate pediatriche saccensi” che hanno affrontato il tema: “La gestione integrata tra Centri periferici e Centri di riferimento: piccoli passi, grandi sfide”. “Questo congresso – ha sottolineato Paolo Felice, pediatra di libera scelta a Favara – ha posto al centro del dibattito il rapporto tra Pediatria del territorio e Pediatria ospedaliera. Ed è cruciale il ruolo dei pediatri di base nel riconoscere i segnali di urgenza, evitando sia l’iper-invio che rischia di intasare i Pronto soccorso, sia la sottovalutazione dei sintomi. Una gestione equilibrata – ha spiegato – è fondamentale per distinguere le urgenze affrontabili in ambulatorio da quelle avanzate che richiedono l’intervento delle Pediatrie ospedaliere”.
Dopo le relazioni su “Le urgenze in Pediatria”, precedute dalla presentazione di un caso clinico a cura di specializzandi della Scuola di Palermo, i lavori hanno acceso un focus su due “sfide” attuali che interessano l’adolescenza e l’Intelligenza artificiale. Sul tema delle complessitĂ si è soffermata Giusy Ippolito, pediatra di libera scelta a Sciacca, che ha evidenziato come “l’adolescente di oggi sia profondamente cambiato rispetto al passato: parla poco, tende a chiudersi, ha bisogno di aiuto ma non lo chiede. Per questo – ha detto – diventa essenziale intercettare i campanelli d’allarme prima che il disagio evolva in patologia, instaurando un dialogo capace di raggiungere ragazzi sempre piĂą silenziosi e fragili”.
Ad affrontare il tema “La sfida degli adolescenti: una nuova emergenza sociale”, è stato Giuseppe Santangelo, direttore dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile all’Arnas Di Cristina di Palermo, che ha portato l’attenzione sulla pressione crescente che il suo reparto vive ogni giorno, riflesso di una societĂ in grande affanno. “Gli adolescenti – ha affermato – sono tra i piĂą esposti perchĂ© mancano strutture territoriali, personale, prevenzione e spazi di aggregazione. Senza luoghi reali in cui confrontarsi, finiscono per rifugiarsi nei social, dove vengono influenzati da tecnologie per le quali non sono preparati”.
La sessione pomeridiana si è chiusa con l’intervento del professore Maurizio Aricò, consulente dell’Università Policlinico di Bari, che ha ricordato come “il convegno abbia unito Pediatria ospedaliera e territoriale su temi che spaziano dall’emergenza clinica alle nuove frontiere dell’Intelligenza artificiale” sottolineando come “il pediatra non possa permettersi di fermarsi – ha esplicitato – e deve continuare a crescere, possibilmente con un passo più veloce degli strumenti tecnologici poiché questi strumenti non devono guidare il medico, ma essere utilizzati per garantire ai bambini diagnosi, cure e ricerca sempre più avanzate”.
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