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Home » dalla città » Dalle promesse di rinascita alle fiamme: la lunga agonia del Parco Icori

Dalle promesse di rinascita alle fiamme: la lunga agonia del Parco Icori

22 Luglio 2026
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Dalle promesse di rinascita alle fiamme: la lunga agonia del Parco Icori

AGRIGENTO – L’incendio che ha devastato il Parco Icori non rappresenta un episodio isolato. È soltanto l’ultimo capitolo di una storia fatta di incendi, atti vandalici, degrado, discariche abusive e occasioni perdute. Un luogo che avrebbe potuto diventare uno dei principali polmoni verdi della città e che, invece, negli ultimi anni è stato progressivamente abbandonato fino all’ennesima devastazione.

Il bosco dell’Addolorata, conosciuto da tutti come Parco Icori, è stato per decenni il punto di riferimento degli amanti della natura, del trekking e della mountain bike. I suoi sentieri hanno ospitato escursioni, allenamenti e perfino competizioni sportive come la Granfondo MTB Valle dei Templi. Ma accanto alla bellezza del luogo si è sempre combattuta un’altra battaglia: quella contro l’inciviltà.

Una ferita che si riapre ciclicamente

Gli incendi, purtroppo, non sono una novità. Estate dopo estate il bosco è stato lambito dalle fiamme, con roghi che hanno divorato ettari di vegetazione, costringendo vigili del fuoco e Corpo Forestale a interventi continui. A questi si sono aggiunti gli episodi di abbandono dei rifiuti, i cumuli di spazzatura lungo i sentieri, il deterioramento delle aree attrezzate e gli atti vandalici che hanno progressivamente reso il parco sempre meno fruibile.

Più volte associazioni sportive, ambientalisti e semplici cittadini hanno organizzato giornate di pulizia, restituendo dignità ai percorsi naturalistici. Uno sforzo che, però, spesso è stato cancellato nel giro di poche settimane.

Le richieste rimaste senza risposta

Negli anni non sono mancati gli appelli affinché il Parco Icori fosse dotato di un sistema di videosorveglianza, di una vigilanza stabile e di un vero piano di manutenzione. Proposte avanzate da associazioni, sportivi e, oggi, rilanciate anche dal consigliere comunale Cristian Licata, che ricorda di avere più volte chiesto interventi di bonifica e strumenti per prevenire incendi e vandalismi.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un patrimonio ambientale che continua a essere vulnerabile e che ogni estate rischia di andare perduto.

Il Parco Icori nella campagna elettorale di Michele Sodano

Non è un caso che proprio il Parco Icori fosse diventato uno dei luoghi simbolo della recente campagna elettorale di Michele Sodano.

Fu proprio tra quei sentieri che l’allora candidato sindaco indicò il bosco dell’Addolorata come esempio concreto della città che immaginava: una Agrigento capace di recuperare i propri spazi verdi, renderli vivi, sicuri e fruibili, trasformandoli in luoghi di aggregazione, sport e turismo sostenibile.

Il Parco Icori veniva indicato come simbolo della possibile rinascita della città, il luogo da cui ripartire per restituire agli agrigentini il rapporto con la natura e con il proprio territorio.

Oggi, a poche settimane dall’insediamento della nuova amministrazione, quelle immagini del bosco ridotto in cenere assumono inevitabilmente anche un valore simbolico. Non rappresentano soltanto la devastazione di un’area verde, ma diventano il primo grande banco di prova per chi aveva indicato proprio quel luogo come emblema del cambiamento.

La sfida della ricostruzione

Ricostruire un bosco non significa soltanto piantare nuovi alberi. Significa impedire che la storia continui a ripetersi.

Serviranno bonifiche, riforestazione, manutenzione costante, sistemi di sorveglianza, controlli e soprattutto una nuova cultura del rispetto del territorio. Perché senza questi elementi ogni intervento rischia di essere cancellato dal prossimo incendio.

Il Parco Icori può ancora rinascere. Ma dopo l’ennesimo rogo non bastano più gli appelli. Agrigento dovrà decidere se questo luogo resterà il simbolo delle occasioni perdute oppure diventerà davvero il punto di partenza di quella rinascita promessa per tanti anni. Leggi anche: Parco Icori in cenere, Licata: «Distrutto dalla mano dell’uomo, ora va protetto e ricostruito»

Il sindaco affida ai social la sua dichiarazione

Ho appena effettuato un sopralluogo al Parco Icori. Fortunatamente, la situazione non è disastrosa come avevamo temuto. Gli incendi che hanno interessato l’area hanno coinvolto prevalentemente sterpaglie. I Vigili del Fuoco sono ancora al lavoro e, per rafforzare le operazioni di spegnimento, ho disposto l’invio di un mezzo della nostra Protezione Civile comunale per intervenire sui focolai ancora presenti nell’area del Parco dell’Addolorata. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale e ai volontari della Protezione Civile di Agrigento per la professionalità, la dedizione e il grande lavoro che stanno svolgendo in queste ore per mettere in sicurezza il nostro territorio. A loro va la gratitudine dell’intera comunità agrigentina. Scongiurata la catastrofe, questo deve essere il momento della responsabilità e della visione per i prossimi decenni. Agrigento possiede un patrimonio arboreo e naturalistico di straordinario valore che abbiamo il dovere di tutelare, valorizzare e consegnare alle future generazioni. Per quanto riguarda il Parco Icori e l’area boschiva di Fondacazzo, da oggi deve nascere una collaborazione concreta tra amministrazione, associazioni e cittadini. Questi luoghi non possono più essere chiusi, né diventare ricettacolo di degrado e di rifiuti. Devono tornare a essere luoghi di vita, di famiglie, di sport, di socialità e di bellezza. Curare il nostro territorio significa costruire il futuro di Agrigento, questo è l’impegno che dobbiamo assumerci insieme.

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