Ortodossi e cattolici insieme, don Franco abbraccia i fedeli

L’Arcivescovo di Agrigento nella chiesa Ortodossa. Il cardinale Francesco Montenegro, ha accolto l’invito di Padre Daniel Bacauanu, Parroco della comunità romena di Canicattì. La chiesa di San Nicola che da 12 anni la Diocesi ha affidato all’Esarcato per l’Italia del Patriarcato Ortodosso di Romania. In questi 12 anni la conoscenza e la relazione tra la comunità cattolica ed ortodossa, è andata crescendo, ed ha sensibilizzato il territorio anche dal punto di vista di un cammino ecumenico condiviso.

Cattolici ed ortodossi insieme

Questa ricorrenza è stata solennizzata ed impreziosita dall’ ordinazione sacerdotale che il Vescovo Ausiliare dell’Esarcato Atanasio di Bogdana ha conferito al giovane Stellian Mandea, che ha appena terminato i suoi studi teologici a Bucarest e che sarà incaricato di seguire spiritualmente in modo stabile i fedeli ortodossi rumeni delle zone di Ribera,Sciacca e del Belice, infatti fino ad ora era il parroco di Alcamo che si occupava dei fedeli di quella zona con evidenti difficoltà logistiche. Alla celebrazione erano presenti tutti i sacerdoti(circa una quindicina) del Decanato di Sicilia,guidati dal Decano Padre Nicolae Chilcos.

Il cardinale Montenegro accompaganto dalla forania

Ad accompagnare l’arcivescovo Montenegro, il delegato diocesano per l’Ecumenismo Don Luca Camilleri, ed erano presenti il Vicario Foraneo, Don Pino Argento ed il Parroco di San Domenico nel cui territorio ricade la parrocchia di San Nicola e Santa Filoteia, Don Salvatore Casà. Dopo la celebrazione durante l’agape l’Arcivescovo si è intrattenuto con il Vescovo Vicario sui temi delle attuali sfide che l’ortodossia rumena si trova a dover superare, i rapporti con Costantinopoli e Mosca, il cammino ecumenico in Romania, l’organizzazione dell’Esarcato.

Collaborazione tra Chiesa Cattolia ed Ortodossa

La collaborazione tra la chiesa Cattolica e quella Ortodossa in provincia di Agrigento è iniziata dieci anni fa. Dopo anni di richieste, grazie all’arcivescovo, la comunità rumena ha ottenuto in comodato d’uso la chiesa di San Nicola. Il luogo di culto era stato restaurato parecchi anni addietro ma chiuso. Poi la decisione di affidarlo ai rumeni che sono a Canicattì ma che la domenica raggiungono la città da ogni parte della provincia ed anche dalle province limitrofe, come Caltanissetta ed Enna. Prima celebravano all’interno della chiesa della stazione ferroviaria. In luogo di pochi metri quadrati e soprattutto pieno di insidie e pericoli per i più piccoli. La comunità ortodossa adesso inizia la preparazione verso la Pasqua: si tratta della festa più importante dell’anno liturgico. Il Giovedì Santo è dedicato alla raccolta della legna, alla pulizia dei cortili e all’uccisione dell’agnello. Le donne, in questo giorno, preparano la pasca (dolce tradizionale) e dipingono le uova.

Le uova rosse e le legende

Le “uova rosse” non mancano mai dalle tavole e su quest’argomento sono fiorite molte leggende. L’uovo, per i rumeni, è simbolo di rigenerazione e di purificazione. La tradizione popolare attribuisce alle uova rosse poteri taumaturgici, i bambini, nel giorno di Pasqua, si lavano il viso con acqua, nella quale è stato immerso un uovo tinto di rosso e un soldo d’argento. Il Venerdì Santo è giorno di digiuno assoluto.