Operazione denominata «L’inferno dei pitbull», a Gela, eseguita dalla polizia di Stato e dall’Arma dei carabinieri contro i combattimenti clandestini di animali. Gli episodi avrebbero interessato anche Agrigento, Licata e Palma di Montechiaro.
I particolari dell’inchiesta sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella. Risultati indagati sei gelesi, in concorso, con altri siciliani ancora ignoti.
Organizzavano i combattimenti registrando video che poi venivano diffusi suo social. Il gip del tribunale di Gela, ha disposto il sequestro preventivo che ha riguardato 13 cani e numerose attrezzature che sarebbero state utilizzate per il loro allenamento in vista dei combattimenti.
Tra il materiale sequestrato figurano tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni e pesi che sarebbero stati impiegati per potenziare le mascelle dei pitbull. Sono stati trovati anche farmaci, integratori e sostanze anabolizzanti. L’inchiesta nasce dopo un controllo organizzato per cercare un cane scomparso.
Gli organizzatori gelesi insieme ad altri soggetti residenti a Palermo, Palma di Montechiaro Agrigento e anche in Campania organizzavano le gare clandestine pubblicizzate via chat con tanto di regole precise: dal peso dei cani che dovevano fronteggiarsi, all’importo da scommettere, fino al luogo del combattimento.
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