Una pizza “Rosa” per omaggiare Rosa Balistreri e celebrare il centenario della sua nascita. A crearla è la pizzeria Sabìa di Gela che ha pensato, in collaborazione con il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo”, di omaggiare la cantautrice licatese che ha raccontato con la sua voce aspra, roca e potente la sofferenza, la dignità, la rabbia e la forza della Sicilia degli ultimi. L’idea nasce dalla necessità di raccontare una storia, custodire una memoria ed evocare un territorio attraverso il cibo. Il percorso gastronomico dal titolo “Rosa, si mangia!” sarà presentato venerdì 18 settembre, alle ore 20:30, presso Sabìa, nel corso di una serata impreziosita dal duo Andrea Russo e Alessia Agati (chitarra e voce) e dall’artista Nuccia Scicolone che realizzerà un’opera en plein air.
Sulla tavola dedicata a Rosa si parte da un antipasto dedicato al ricordo del muffuletto licatese condito con cipolla fondente, tonno del Mediterraneo scottato, fonduta di pecorino siciliano, crumble di pane speziato e gelato al pane per approdare alla pizza, cuore del progetto, reinterpretazione della “fauzza” licatese, riletta secondo la sensibilità contemporanea di Sabìa. La composizione prevede pomodoro, stracciatella, acciughe del Cantabrico, maionese all’aglio dolce, chips di pecorino e mollica atturrata all’origano. La firma è del team di Sabìa composto dagli chef Stefano Toscano e Pilar Toledo in cucina con Melinda Ialazzo, dai pizzaioli Giovanni Milano, Nicola Greco e Daniele Galanti e dallo staff composto da Nathalie Kofler.
Il riferimento alla fauzza licatese non è casuale. Licata è la città natale di Rosa e il suo quartiere della Marina rappresenta uno degli elementi fondamentali della sua biografia e del suo immaginario. La stessa cultura gastronomica licatese conserva un forte rapporto con il mare, con il lavoro e con una cucina nata dalla necessità di valorizzare ciò che si aveva a disposizione.
“Abbiamo voluto immaginare Rosa non come un’immagine da celebrare, ma come una voce da ascoltare ancora oggi”, spiega Andrea Cassisi del Centro Studi Zuppando. “Ed è proprio da questo legame tra cibo, memoria, povertà, terra e identità siciliana che nasce il progetto di Sabìa: non è una semplice dedica, ma un tentativo di trasformare quella memoria in un’esperienza contemporanea».
“Per noi Rosa rappresenta una Sicilia che non vogliamo dimenticare – racconta Francesco La Rosa, titolare di Sabìa -. Quando abbiamo pensato a questo progetto, abbiamo cercato di capire come poter raccontare Rosa attraverso quello che facciamo ogni giorno: il cibo. Abbiamo scelto prodotti e preparazioni che avessero un legame con la nostra terra e con quella cucina fatta di poco, ma capace di avere un’identità fortissima. La Pizza Rosa nasce con questo spirito: è un omaggio sincero, ma soprattutto è il nostro modo di portare a tavola una storia siciliana”. La “Pizza Rosa” vuole dunque essere molto più di una nuova proposta gastronomica: è un progetto di memoria e valorizzazione della cultura siciliana, nel quale la cucina diventa un’altra forma di racconto.

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