Torna anche quest’anno a Sciacca Open Studi Aperti, l’iniziativa promossa dal Consiglio nazionale degli Architetti e immediatamente sposata dall’Ordine di Agrigento, che apre al pubblico gli studi professionali e avvicina i cittadini al mondo dell’architettura e della progettazione. L’edizione 2026 si svolge nella cornice monumentale della Badia Grande e propone due giornate di incontri, esposizioni, formazione e confronto sul tema dell’architettura condivisa.
Tra le novità di quest’anno figura una formula ancora più inclusiva, che affianca alla tradizionale mostra dei progetti il collegamento da remoto con gli studi professionali del territorio, consentendo la partecipazione di un numero più ampio di architetti e professionisti.
La prima giornata dei lavori è stata centrata sulla lectio magistralis del professor Giuseppe Arcidiacono sul rapporto tra Architettura contemporanea e Archeologia, un approfondimento dedicato al dialogo tra memoria dei luoghi e progettazione contemporanea mentre oggi, alle 11:30, è prevista la relazione dell’architetto Francesco Sala sul tema “Approfondimento tecnico normativo su efficientamento energetico e rinnovabili” mentre i lavori si chiuderanno alle 17 con la tavola rotonda “Le esperienze degli studi in mostra – Massimo D’Antoni dialoga con gli architetti sul tema dell’architettura condivisa”.
Accanto ai momenti culturali, dunque, trovano spazio anche approfondimenti tecnici e momenti conviviali e musicali che arricchiscono la manifestazione.
“Anche quest’anno Open Studi Aperti 2026 fa tappa a Sciacca, una sede particolarmente cara al Consiglio dell’Ordine e alla Fondazione – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – La manifestazione si svolge nella splendida cornice della Badia Grande, allestita con i progetti dei nostri colleghi e collegata da remoto agli studi aperti presenti in tutta la provincia. Oggi celebriamo la vera festa dell’architetto: un’occasione per parlare di un’architettura condivisa e del lavoro che quotidianamente svolgiamo sul territorio. Ogni giorno, infatti, condividiamo idee e progetti con le città, con le comunità, con le famiglie e con tutti coloro che vivono i luoghi che contribuiamo a progettare e valorizzare”.
“Open Studi Aperti è un’iniziativa promossa dal Consiglio nazionale degli architetti per avvicinare i cittadini al valore della buona architettura, quale strumento capace di migliorare la qualità delle città e della vita delle persone – dichiara Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti – Tra gli appuntamenti dell’edizione 2026 spicca la lectio magistralis del professor Giuseppe Arcidiacono dedicata al rapporto tra architettura contemporanea e archeologia, accanto a iniziative che valorizzano il connubio tra architettura e musica”.
Secondo Maria Antonietta Diliberto, consigliera dell’Ordine degli architetti, “il significato più autentico della manifestazione risiede proprio nel concetto di architettura condivisa, che punta a costruire un dialogo costante tra professionisti, istituzioni e cittadini, rendendo l’architettura un patrimonio accessibile e partecipato” mentre per Alfredo Pinelli, consigliere dell’Ordine degli architetti, “la scelta di integrare la mostra con i collegamenti online rappresenta un passo avanti nel percorso di apertura della manifestazione, favorendo una partecipazione più ampia e rafforzando il legame tra professionisti, territorio e comunità”.
Giuseppe Arcidiacono, professore ordinario di Architettura all’Università degli Studi di Reggio Calabria, ha evidenziato “l’elevata qualità delle opere esposte, sottolineando come i progetti riescano a mettere in relazione il territorio, la memoria dei luoghi e la contemporaneità, offrendo una testimonianza significativa del valore dell’architettura prodotta nella provincia di Agrigento”.
“Open Studi Aperti è un’importante occasione per far conoscere alla società civile la qualità dell’architettura prodotta nel nostro territorio – conclude Piero Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo – Siamo orgogliosi di valorizzare e divulgare il lavoro dei colleghi agrigentini, anche attraverso la rivista dell’Ordine, che rappresenta uno dei nostri principali strumenti di promozione culturale”.

Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
